30 settembre 2026: il Pentagono annuncia Project Meridian, un progetto per disegnare le guerre del futuro affidato a Elon Musk, Palmer Luckey, fondatore del colosso militare Anduril, e Newt Gingrich; due dei protagonisti sono anche a capo di aziende che vendono tecnologie e servizi alla Difesa statunitense. Insomma: chi contribuisce a immaginare cosa dovrà comprare il Pentagono domani è anche tra quelli che potrebbero venderglielo. Ma dietro la corsa alla guerra automatizzata potrebbe esserci una contraddizione ancora più profonda: come si convincono milioni di persone a rischiare la vita per difendere un sistema economico nel quale la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di poche oligarchie, mentre alla maggioranza vengono chiesti sacrifici sempre maggiori? Una possibile scorciatoia è sostituire i soldati con le macchine – droni, robot, sistemi autonomi e intelligenza artificiale -, una guerra che promette di fare sempre meno affidamento sugli esseri umani; peccato che, come spiega il generale Fabio Mini, già comandante della missione NATO in Kosovo, questa soluzione rischi di creare problemi perfino peggiori di quelli che dovrebbe risolvere: la dipendenza da reti e infrastrutture controllate da soggetti privati, l’imprevedibilità dei sistemi automatizzati, l’incapacità di controllare fino in fondo le proprie armi e il paradosso di una superiorità tecnologica che potrebbe diventare una gigantesca vulnerabilità, soprattutto di fronte a un avversario dotato di armi nucleari. Ma c’è anche un altro aspetto: economico; la nuova corsa agli armamenti promette di riversare montagne di denaro pubblico sulle stesse grandi aziende tecnologiche attorno alle quali si è gonfiata la bolla finanziaria dell’intelligenza artificiale, e in Europa, a partire dalla Germania, il riarmo potrebbe diventare il tentativo di rilanciare un modello industriale in difficoltà senza metterne in discussione le contraddizioni. Con Fabio Mini proviamo a capire come tecnologia, guerra e finanza si stiano intrecciando in un gigantesco vicolo cieco: per salvare un sistema sempre più fragile, rischiamo di costruire una macchina da guerra che non siamo più sicuri di saper controllare.









