Ecco cosa dovrà fare l’estrema destra per andare al governo: diventare pienamente russofoba; sembra averlo capito benissimo Rassemblement National, il partito della Le Pen che ieri ha diramato un comunicato dove, per la prima volta nella sua storia, il partito si posiziona nel fronte della guerra e della più becera russofobia paventando il pericolo degli attacchi ibridi del Cremlino e rinnegando, così, anni di sacrosante critiche alla suicida politica francese ed europea in Ucraina. In fondo, si tratta della stessa traiettoria della Meloni: è successo che in Europa, su certe questioni, o ci si posiziona in un certo modo, o il governo semplicemente te lo sogni – il famoso pilota automatico di cui parlava Draghi. E quindi, se da Washington e dalle oligarchie economiche occidentali si decide che la Russia è il nuovo nemico strategico dell’Occidente, finché sei all’opposizione puoi dire un po’ quello che vuoi, ma se vuoi davvero governare, in Italia o in Francia, ti devi mettere sull’attenti; e che sarà mai? Invece di post contro l’espansionismo della NATO, ne farai qualcuno in più contro i “sinistrati” o i “maomettiani” e, così, verrai accolto a braccia aperte. È lo stesso destino di Alternative für Deutschland: adesso l’estrema destra tedesca prende voti dicendo basta alle sanzioni alla Russia e alle armi all’Ucraina, perché così l’economia tedesca si sta semplicemente suicidando, ma quanto ci metteranno a cambiare idea anche loro e a diventare delle Meloni qualunque? In ogni caso, quello che è davvero interessante di questo comunicato è la tempistica: sono giorni di vera fibrillazione sulla presunta minaccia di attacchi ibridi dal Cremlino; il quotidiano spagnolo El Mundo riportava oggi che, secondo i servizi segreti, i russi stanno pianificando operazioni con droni contro l’Italia, la Francia e la Spagna. Il giornale scrive che un dossier è stato consegnato alle intelligence dei tre Paesi dal direttore della CIA John Ratcliffe, e nel dossier si entra nei dettagli, ipotizzando il lancio di velivoli teleguidati Gerbera da navi mercantili in navigazione nel Mediterraneo; eppure, proprio questa settimana, il premier finlandese Stubb ha negato che la propria intelligence abbia notizie di preparativi di attacchi russi a Paesi NATO, e la stessa conclusione si legge in un rapporto dei servizi segreti estoni – e, cioè, forse del partito più (a torto o a ragione) preoccupato da proprio confine russo. Chi ha ragione? E che cosa sta succedendo, invece, sul campo di battaglia? Lo abbiamo chiesto all’analista Giacomo Gabellini, che ci ha svelato, come sempre, molti retroscena importanti e interessanti.









