Ursulona dice che l’Europa è nel bel mezzo di una nuova golden age e che gli Stati nazionali europei non sono mai stati meglio; Crosetto la prende subito sul serio e impegna l’Italia non su un fronte, ma addirittura su due. Lo sottolinea il Corriere con un titolo a 6 colonne: Jet in Lituania, navi in Yemen. Italia schierata sui due fronti. D’altronde, come titola il suo editoriale il compagno Paolo Mieli, quello al quale abbiamo assistito ieri a Bruxelles con l’arrivo di Mark Carney, il Mario Draghi canadese, è un vero e proprio “risveglio”: “Proprio per il fatto che il Canada appartiene ad un altro continente”, sottolinea l’ex militante di Potere Operaio, “va dato atto a Ursula von der Leyen che la sua regia dello straordinario evento è stata perfetta, e il fatto che abbia esplicitamente coinvolto nel progetto di allargamento dell’Eu il Regno Unito, la Norvegia e la stessa Ucraina, ha reso più evidente il disegno elaborato a Palazzo Berlaymont. Mentre prosegue inesorabile il tentativo di strangolamento russo dell’Ucraina, man mano che si fa più esplicita la guerra ibrida del Cremlino contro il nostro continente e per tutto il tempo in cui Vladimir Putin rifiuterà di sedersi al tavolo della pace, quel che resta dell’Occidente dovrà fare l’impossibile per mettersi nelle condizioni di affrontare ogni eventualità… Kiev ha dimostrato che la resistenza è possibile; e non si tratta solo di resistenza armata, bensì di una prova di carattere e duttilità politica che nessuno si sarebbe aspettato. Così, ora, potrebbe dare sorprese persino un pachiderma flaccido, viziato, incline al litigio interno e, tutto sommato, inconcludente quale era l’Europa fino a pochissimo tempo fa. Sappiamo benissimo che di fronte a un’offensiva militare vera e propria, come fu quella hitleriana del maggio del 1940, l’Europa, con ogni probabilità, si sgretolerebbe all’istante, ma la Russia quel genere di offensiva non può permettersela dopo l’imbarazzante prova che ha dato in Ucraina. Per nostra fortuna, gli ucraini si sono dimostrati combattenti del tipo che in Europa si potrebbero trovare solo nei Paesi settentrionali, in particolare quelli che confinano con la Russia stessa e nel corso del Novecento hanno avuto modo di assaporarne la dominazione… L’Europa ha dimostrato di saper estendere fuori dai confini continentali la nuova alleanza che la può mettere in grado di sopravvivere alle brutte sorprese di questo decennio. Sotto questo profilo, la cerimonia con cui von der Leyen ha dato il benvenuto a Carney, tra citazioni di Goethe e applausi pressoché unanimi, segna una data storica”. Di che tipo di droghe sia necessario ingerire per partorire una sequela così impressionante di puttanate parliamo con Enrico Tomaselli.









