Un nuovo patto di difesa potrebbe cambiare per sempre gli equilibri del Medio Oriente: oggi, a Gedda, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan dovrebbero firmare un accordo militare trilaterale sul quale lavorano da quasi un anno; a incontrarsi saranno Mohammed bin Salman, Recep Tayyip Erdoğan, il premier pakistano Shehbaz Sharif e il potentissimo capo delle forze armate di Islamabad Asim Munir. Non si tratta di un’intesa qualsiasi: il Pakistan è l’unica potenza nucleare del mondo musulmano; la Turchia possiede il secondo esercito più grande della NATO e una delle industrie militari più dinamiche del pianeta; l’Arabia Saudita mette sul tavolo risorse finanziarie ed energetiche enormi. Il nuovo patto nasce, inoltre, sulle fondamenta dell’accordo di mutua difesa firmato nel 2025 tra Riad e Islamabad, secondo il quale un attacco contro uno dei due Paesi viene considerato un attacco contro entrambi, attraverso tutti i mezzi militari; ora, dentro questa architettura entra anche Ankara. I dettagli dell’accordo restano ancora riservati, ma dopo la guerra contro l’Iran, gli attacchi nel Golfo e la crescente sfiducia nella capacità americana di garantire la sicurezza della regione, il significato politico appare enorme: tre delle principali potenze del mondo musulmano stanno tentando di costruire una nuova architettura militare regionale. Ne parliamo con Enrico Tomaselli














