video a cura di Davide Martinotti
Xi Jinping torna in Corea del Nord dopo sette anni di assenza, ed è la prima visita di stato all’estero del presidente cinese nel 2026; la Corea del Nord che troverà non è più quella del 2019: all’epoca, Kim Jong Un era isolato, sotto pesanti sanzioni internazionali e dipendente quasi completamente dalla Cina per commercio, energia e sostegno economico. Oggi il quadro è molto diverso: la guerra in Ucraina ha trasformato Pyongyang da problema internazionale a partner strategico della Russia; in cambio di munizioni, missili e soldati inviati a sostegno di Mosca, la Corea del Nord ha ricevuto petrolio, cibo, tecnologia militare e nuove opportunità economiche. Inoltre Kim è riuscito, negli ultimi anni, a rafforzare il proprio potere interno, accelerare il programma nucleare e ampliare il margine di manovra internazionale del Paese. La Corea del Nord resta strettamente legata alla Cina, ma non dipende più esclusivamente da Pechino come in passato; la visita di Xi ha quindi un significato che va oltre la tradizionale amicizia tra i due Paesi: per la Cina, è anche un modo per riaffermare la propria influenza su un alleato che oggi dispone di più opzioni strategiche e di una relazione sempre più stretta con la Russia. Nel nuovo equilibrio geopolitico dell’Asia nordorientale, Kim Jong Un non è più soltanto il leader di uno Stato isolato: è diventato un attore che Cina, Russia e Stati Uniti non possono ignorare.










