La Russia ha lanciato uno dei più pesanti attacchi contro Kiev dall’inizio della guerra, usando centinaia di droni, missili balistici e persino l’ipersonico Oreshnik; ma, dietro il bombardamento, emergono anche interrogativi molto più ampi: i bersagli reali dell’operazione, il ruolo delle infrastrutture militari ucraine vicino alle aree civili, la nuova tensione nel Baltico e il legame sempre più stretto tra il fronte ucraino e la crisi nello Stretto di Hormuz. Sullo sfondo, intanto, si apre uno scontro sempre più confuso anche sulla diplomazia: chi sta davvero cercando di trattare e chi, invece, sta preparando un’ulteriore escalation?















