“Xi Jinping è senz’altro un despota dall’ego smisurato e dagli impulsi bellicisti”: ad affermarlo pubblicamente ai microfoni de La7 è Santa Mariolina Sattanino, l’enfant prodige della Telekabul di Sandro Curzi, nonché braccio destra di Michele Santoro ai tempi di Samarcanda e Il Rosso e il Nero. Meno male che in studio c’era anche il volto televisivo per eccellenza della sinistra radicale: sua eminenza Tomaso Montanari che, di sicuro, l’ha rimessa al suo posto. Certo, come no… Visto che non è particolarmente sveglio, la Gruber prova a offrirgliela su un piatto d’argento: “Lei pensa che ci si possa fidare di più del presidente cinese?”; “Non penso”, risponde Montanari: “È un regime terribile, non è certo un posto dove io vorrei vivere”. Secondo molti, si tratta di una figura di merda epocale; purtroppo, potrebbero non aver capito le regole del gioco: come D’Alema ai suoi tempi, Montanari, per continuare ad essere amato dai salotti televisivi italiani, deve dimostrare di aver capito benissimo da che parte bisogna stare con più convinzione e più fervore ideologico degli altri. Sono le regole ferree della propaganda ai tempi della terza guerra mondiale a pezzi: si possono sollevare critiche su cose velleitarie e irrilevanti, ma quando si tratta della contraddizione principale, bisogna dire chiaramente da che parte si sta, senza se e senza ma. Per giustificarlo, Santa Mariolina Sattanino arriva a sostenere l’insostenibile: “Xi Jiping ha distrutto l’economia cinese. La Cina è in crisi. Non può essere messa sullo stesso piano degli USA”. Per capire il livello che ha raggiunto, da un lato, la propaganda e, dall’altro, la voglia di assecondarla da parte della cosiddetta sinistra radicale per guadagnarsi un posto al sole nei salottini buoni, basta sentire l’intervento del terzo ospite della trasmissione: si chiama Franco Bernabè; è uno dei più importanti manager italiani, tra i protagonisti indiscussi della tragica stagione delle privatizzazioni, nonché già vicepresidente di Rothschild Europe. Insomma: un rappresentante di primissimo piano dell’1%, ma che, rispetto alla Sattanino e a Montanari, sembra Thomas Sankara. “Non mi riconosco assolutamente in questa descrizione della Cina”, sottolinea Bernabè; la domanda allora è: perché gli esponenti della sinistra vogliono in ogni modo scavalcare a destra anche gli esponenti delle stesse oligarchie occidentali? Sono semplicemente poco svegli, o c’è dell’altro?










