Sul campo, la Guerra degli USA contro l’Iran sembra una vera e propria disfatta; eppure, in questi 2 mesi, la finanza USA è andata come un treno attirando capitali da tutto il pianeta. Non è la prima volta: anche in Ucraina l’Occidente collettivo guidato da Washington non è che abbia fatto esattamente un figurone; eppure, dal 2023 al 2025, i mercati finanziari USA hanno bruciato ogni record. L’unica inversione di tendenza si è registrata tra il gennaio 2025 e l’inizio dell’operazione Epic Fury – e, cioè, quando il mondo era col fiato sospeso perché temeva che Trump fosse un corpo estraneo e avesse davvero intenzione di mettere fine alla guerra mondiale a pezzi contro il Nuovo Ordine Multipolare: in quei 14 mesi, sostanzialmente per la prima volta dal 2008, mercati azionari emergenti (e anche mercati maturi, ma diversi dagli USA) hanno performato incredibilmente meglio dei primi della classe; per far ritrovare a Wall Street il suo vecchio smalto, è servito che Trump si infilasse in un’altra avventura bellica, nonostante l’avesse fatto probabilmente nel peggiore dei modi possibili e con i peggiori esiti possibili. Perché la grande finanza, per riconoscere il primato USA, vuole che Washington faccia la guerra, anche a costo di perderla?











Siete bravissimi
La motivazione e disciplina che mostrate, nel divulgare contenuti complessi senza pregiudizi e soprattutto senza paura, sono merce rara.
Non perdete la vs freschezza e non lasciatevi ammaliare dalle sirene del policamente corretto.
Siete la resistenza