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La strana guerra di Trump contro la droga (e quello che non vuole farti sapere)

OttolinaTV by OttolinaTV
15/09/2025
in Americhe, I Pipponi del Marrucci, In evidenza, U.S.A.
1

Ecco qualcosa che i media mainstream non vi dicono: il fatto Γ¨ che 300 milioni di persone sono morte l’anno scorso a causa della droga. Eh? Quanti ha detto? 300 milioni di persone sono morte l’anno scorso per droga; 300 milioni di persone su 340 milioni di abitanti, cosΓ¬, a occhio, mi sembrano un po’ troppe, ma di sicuro Trump su una cosa ha ragione: l’utilizzo di stupefacenti negli USA Γ¨ diventato da tempo una piaga di dimensioni bibliche. Gli statunitensi lo sanno e, in nome della lotta al narcotraffico, sono pronti a giustificare qualsiasi cosa, esattamente come col terrorismo di matrice islamica e la war on terror inauguarata dopo l’attacco alle Torri Gemelle; anche in quel caso, gli USA hanno violato ogni tipo di legge e di diritto, a partire da quello a sopravvivere, per ragioni di forza maggiore. In quel caso, perΓ², perlomeno alla fine il risultato Γ¨ stato raggiunto: gli attentati terroristici di matrice islamica sono effettivamente diminuiti, e pure di tanto. In questo caso, potrebbe andare ancora peggio: da quando il Messico si Γ¨ fatto dettare la strategia dagli USA, le morti per omicidio sono quasi triplicate e, in Ecuador, decuplicate; siamo proprio sicuri che la prioritΓ  sia davvero contrastare il narcotraffico?

Il fior fiore del Center for Strategic and International Studies, in assoluto uno dei think tank neocon piΓΉ ricchi, potenti ed influenti al mondo, si Γ¨ messo attorno a un tavolo e ha prodotto un lungo articolo per Foreign Affairs dal titolo piuttosto indicativo: Il modo sbagliato di combattere i cartelli; β€œDa quando Γ¨ tornato alla Casa Bianca”, sottolineano, β€œTrump si Γ¨ impegnato a sconfiggere i violenti narcotrafficanti dell’emisfero occidentale con ogni mezzo necessario”. β€œI cartelli stanno facendo la guerra all’America, ed Γ¨ ora che anche l’America faccia la guerra ai cartelli”, aveva dichiarato di fronte al Congresso in marzo: nel giro di poche settimane, ha designato 13 cartelli come organizzazioni criminali, tra cui 2 venezuelani e ben 6 messicani (se vuoi un approfondimento delle vicende venezuelane, puoi andare a rivederti questo video qua, che abbiamo pubblicato sabato). Ma il Venezuela Γ¨ solo un tassellino; come ricorderete, tra i primi ordini esecutivi Trump ha firmato per l’invio di truppe al confine col Messico, ma era solo l’antipasto: nei mesi successivi ha dichiarato numerose aree vicino al confine col Messico zona militare. β€œHa ordinato alla CIA di intensificare le missioni di ricognizione con droni sul Messico, e ha ordinato alle agenzie di intelligence USA di elaborare valutazioni sui danni collaterali di eventuali attacchi aerei in territorio messicano”.

Non Γ¨ la prima volta che gli USA provano a militarizzare il contrasto al narcotraffico: nel 2008, l’allora presidente conservatore e ultras neoliberista Felipe Calderon ufficializza la collaborazione del Messico con gli USA nella lotta al narcotraffico nell’ambito di una colossale iniziativa denominata MΓ©rida. Il finanziamento iniziale supera il miliardo e mezzo di dollari: prevede un impiego massiccio di tecnologie di ogni genere, dagli scanner agli elicotteri, ma, soprattutto, un’interpretazione molto piΓΉ permissiva di tutte i lacci e lacciuoli che garantiscono il rispetto dei diritti umani fondamentali. Purtroppo, non sarΓ  esattamente un successo: nei 15 anni precedenti, il numero di omicidi, infatti, era calato da oltre 15 mila l’anno a meno di 10 mila; nei primi 2 anni dell’iniziativa MΓ©rida, si arriverΓ  a sforare il tetto dei 25 mila – e manco di poco – e i numeri continueranno ad aumentare negli anni successivi, fino a raggiungere il record di oltre 35 mila vittime nel 2018. A quel punto, prima si arrestano e poi iniziano a diminuire: cos’è successo nel 2018? Si Γ¨ insediato Manuel Lopez Obrador, che ha smesso di collaborare con gli USA nell’ambito di MΓ©rida,e ha inaugurato la politica Abbracci, non proiettili, che darΓ  β€œprioritΓ  ai programmi sociali e alla riduzione della povertΓ  rispetto al confronto militare diretto con i cartelli”; per quanto questa politica, negli anni successivi, ottenga risultati decisamente migliori che in passato, AMLO verrΓ  accusato di essere eccessivamente compiacente nei confronti del narcotraffico e il tasso di omicidi continuerΓ  a rimanere uno dei piΓΉ alti del pianeta: oltre 25 ogni 100 mila abitanti, l’ottavo peggior risultato al mondo, dietro soltanto a paesi come Giamaica, Trinidad e Honduras e, da qualche anno, l’Ecuador, che Γ¨ un’altra prova piuttosto eclatante dello stesso principio.

Quando, con gran disappunto di Washington, arriva alla presidenza Rafael Correa nel 2007, l’Ecuador registra oltre 17 omicidi ogni 100 mila abitanti; dopo 10 anni di amministrazione correista, arriverΓ  a meno di 5: meno che negli USA. DopodichΓ©, il correismo finisce, torna il neoliberismo e l’allineamento con Washington e oggi siamo a 45 omicidi ogni 100 mila abitanti: il secondo Paese piΓΉ violento del mondo, dietro solo alla Giamaica. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza, negli USA gli omicidi ogni 100 mila abitanti sono 7; in Europa, meno di 1; in Cina, la metΓ  che in Europa. Dal suo insediamento, allora, la nuova presidenta Claudia Sheinbaum ha deciso di dare una stretta: ha mobilitato intelligence, esercito e guardia nazionale, ha schierato 10 mila soldati al confine tra USA e Messico, ha estradato 55 pezzi grossi del narcotraffico negli USA e ha registrato il record assoluto di Fentanyl sequestrato; ma invece che riconoscere gli sforzi e aumentare la collaborazione, Trump ha aumentato le minacce e la militarizzazione unilaterale.

Il punto di vista dell’articolo di Foreign Affairs Γ¨ particolarmente interessante perchΓ© si pone esattamente all’interno dell’ideologia suprematista USA; non mette minimamente in discussione il diritto divino degli USA di trasgredire qualsiasi legge internazionale e di intervenire a suo piacimento in violazione della sovranitΓ  di un paese terzo qualsiasi, ma, ciononostante, arriva a una conclusione molto chiara: la militarizzazione invocata da Trump nella lotta al narcotraffico Γ¨ inefficace e controproducente. Ergo, se si continua su quella strada, la lotta al narcotraffico – che Γ¨ la giustificazione che fa felice la base MAGA di Trump e che mette qualche dubbio anche ai critici liberali – non c’entra una seganiente. L’articolo, per cominciare, sottolinea alcune similitudini tra l’universo dei cartelli e l’islamismo radicale: β€œCome gli insorti in Afghanistan e Somalia”, scrivono, β€œi cartelli sono attori non statali che approfittano dell’incapacitΓ  dello Stato di esercitare autoritΓ  su vaste aree di territorio”; inoltre, β€œi membri sono mescolati alla popolazione, rendendo difficile distinguere i colpevoli dagli innocenti”. Ma c’è una grossa differenza: β€œIl Messico” infatti, sottolineano, β€œnon Γ¨ un Paese lontano, ma un vicino degli Stati Uniti con legami culturali, storici e diplomatici molto piΓΉ profondi di quelli dell’Afghanistan o dell’Iraq”; un’invasione in piena regola, quindi – sottolineano – Γ¨ sconsigliabile. Ovviamente, come gli USA fanno regolarmente in tutto il pianeta, ci si potrebbe accontentare di β€œraid delle forze speciali”; il problema, perΓ², anche qui Γ¨ che β€œquando avvengono in aree urbane densamente popolate, rischiano di causare danni collaterali”: queste β€œvittime civili” – pensate un po’ – β€œpotrebbero ulteriormente indebolire il sostegno locale e fungere da potente propaganda per i gruppi militanti”. E, fin qui, vabbΓ¨, pazienza… Anche i beduini, quando gli stermini la famiglia, tendenzialmente non la prendono benissimo e diventano facili prede della propaganda che, con un po’ di lavaggio del cervello, li convince che chi gli ha sterminato la famiglia forse non Γ¨ proprio proprio amichevole.

Ma qui c’è anche di peggio, perchΓ© β€œdato l’elevato numero di cittadini statunitensi che visitano il Messico, o hanno legami col Messico, questi danni potrebbero” – pensate un po’ – addirittura β€œinnescare una reazione dell’opinione pubblica negli USA” – cosa che ovviamente, invece, non avviene quando β€œle vittime civili sono in Afghanistan, Iraq, Siria o Yemen”. β€œUn’alternativa piΓΉ sicura all’invio di forze speciali”, sottolineano allora, β€œΓ¨ l’uso dei droni”; d’altronde, ricordano, sono decenni ormai che li usiamo un po’ ovunque, ma anche questi, alla fine, sembra abbiano β€œcausato” – pensate un po’ – β€œun numero significativo di vittime civili” – poco meno di mille solo in Pakistan, per fare un esempio. Ma, soprattutto, β€œAnche le campagne di droni che hanno maggior successo, raramente distruggono interamente un gruppo”; certo, β€œcontribuiscono a frammentare il gruppo”, ma paradossalmente β€œun nemico frammentato” si rivela spesso ancora β€œpiΓΉ difficile da sconfiggere completamente”. Insomma: tirando le fila, β€œSe gli Stati Uniti attaccassero il Messico senza tener conto delle conseguenze politiche o militari”, sottolineano i nostri analisti, β€œil risultato finale potrebbe essere un disastro”; senza dubbio, gli attuali principali cartelli potrebbero essere danneggiati, β€œma il flusso complessivo di droga potrebbe non cambiare sostanzialmente”. β€œPer evitare questo esito”, sottolineano, Washington dovrebbe aiutare la Sheinbaum, non minacciarla; dovrebbe offrirgli il suo sostegno in tema di intelligence, di addestramento degli uomini e di fornitura di equipaggiamento. CioΓ¨, dovrebbe aiutarla ad aumentare la sua capacitΓ  di esercitare la sovranitΓ  dello Stato in tutto il territorio e in tutti gli ambiti, che è esattamente quello che chiede la presidenta: coordinamento sΓ¬, subordinazione no.

Il sospetto che la lotta al narcotraffico abbia poco a che vedere col narcotraffico e tanto con il ritorno della dottrina Monroe e con le tentazioni neocoloniali dell’amministrazione Trump, sembra trovare conferma nella posizione assunta nei confronti della Colombia: anche in Colombia, con la vittoria di Gustavo Petro, per la prima volta c’è un’amministrazione non particolarmente allineata con la Casa Bianca; anche Petro aveva inaugurato il suo mandato cercando di smilitarizzare la lotta al narcotraffico puntando, piuttosto, a colloqui di pace con i gruppi armati e a programmi di sostituzione delle colture. I risultati, perΓ², sono stati scadenti: secondo le Nazioni Unite, la coltivazione di coca in Colombia sarebbe aumentata addirittura del 53% solo nel 2023, e il numero di combattenti nei gruppi armati del Paese addirittura del 45% dall’inizio dell’amministrazione Petro, nel 2022; di fronte a questi fallimenti, Petro Γ¨ stato costretto a ritornare – almeno in parte – ai vecchi metodi sponsorizzati dagli USA, ma, evidentemente, non Γ¨ bastato a fare contento Forrest Trump. Come riporta Responsible Statecraft, infatti, Trump sarebbe pronto a revocare la certificazione della Colombia come major partner degli USA nella lotta al narcotraffico; in soldoni, significa ritirare il sostegno degli USA al governo di BogotΓ  in termini di finanziamenti, formazione, equipaggiamento, e, ovviamente, intelligence: β€œi principali beneficiari della revoca della certificazione”, ha dichiarato un funzionario colombiano all’International Crisis Group, β€œsarebbero i gruppi criminali”. ”Gli Stati Uniti si stanno dando la zappa sui piedi”, ha dichiarato la direttrice del Washington Office on Latin America Gimena Sanchez-Garzoli: β€œIsolando la Colombia gli USA non avranno piΓΉ accesso alle informazioni di cui hanno bisogno e che sono vitali per la lotta al narcotraffico nella regione”; un po’ come gli italiani, se continuiamo a lasciare l’informazione in mano a chi segue interessi di ogni genere, tranne i tuoi. Se ti Γ¨ piaciuto questo video, ricordati di mettere mi piace e di condividerlo e se pensi che piΓΉ le cose si complicano, piΓΉ ci sarebbe bisogno di informazione indipendente e di qualitΓ , sostienici: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina TvΒ GoFundMeΒ e suΒ PayPal.

E chi non aderisce Γ¨ Marco Rubio

Tags: amlocartelliclaudia sheinbaumcolombiadonald trumpdroniecuadorgustavo petrolotta al narcotrafficomanuel lopez obradorMessicorafael correavenezuela
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Comments 1

  1. gabriella says:
    11 mesi ago

    grazie

    Rispondi

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