Ecco qualcosa che i media mainstream non vi dicono: il fatto Γ¨ che 300 milioni di persone sono morte lβanno scorso a causa della droga. Eh? Quanti ha detto? 300 milioni di persone sono morte lβanno scorso per droga; 300 milioni di persone su 340 milioni di abitanti, cosΓ¬, a occhio, mi sembrano un poβ troppe, ma di sicuro Trump su una cosa ha ragione: lβutilizzo di stupefacenti negli USA Γ¨ diventato da tempo una piaga di dimensioni bibliche. Gli statunitensi lo sanno e, in nome della lotta al narcotraffico, sono pronti a giustificare qualsiasi cosa, esattamente come col terrorismo di matrice islamica e la war on terror inauguarata dopo lβattacco alle Torri Gemelle; anche in quel caso, gli USA hanno violato ogni tipo di legge e di diritto, a partire da quello a sopravvivere, per ragioni di forza maggiore. In quel caso, perΓ², perlomeno alla fine il risultato Γ¨ stato raggiunto: gli attentati terroristici di matrice islamica sono effettivamente diminuiti, e pure di tanto. In questo caso, potrebbe andare ancora peggio: da quando il Messico si Γ¨ fatto dettare la strategia dagli USA, le morti per omicidio sono quasi triplicate e, in Ecuador, decuplicate; siamo proprio sicuri che la prioritΓ sia davvero contrastare il narcotraffico?
Il fior fiore del Center for Strategic and International Studies, in assoluto uno dei think tank neocon piΓΉ ricchi, potenti ed influenti al mondo, si Γ¨ messo attorno a un tavolo e ha prodotto un lungo articolo per Foreign Affairs dal titolo piuttosto indicativo: Il modo sbagliato di combattere i cartelli; βDa quando Γ¨ tornato alla Casa Biancaβ, sottolineano, βTrump si Γ¨ impegnato a sconfiggere i violenti narcotrafficanti dellβemisfero occidentale con ogni mezzo necessarioβ. βI cartelli stanno facendo la guerra allβAmerica, ed Γ¨ ora che anche lβAmerica faccia la guerra ai cartelliβ, aveva dichiarato di fronte al Congresso in marzo: nel giro di poche settimane, ha designato 13 cartelli come organizzazioni criminali, tra cui 2 venezuelani e ben 6 messicani (se vuoi un approfondimento delle vicende venezuelane, puoi andare a rivederti questo video qua, che abbiamo pubblicato sabato). Ma il Venezuela Γ¨ solo un tassellino; come ricorderete, tra i primi ordini esecutivi Trump ha firmato per lβinvio di truppe al confine col Messico, ma era solo lβantipasto: nei mesi successivi ha dichiarato numerose aree vicino al confine col Messico zona militare. βHa ordinato alla CIA di intensificare le missioni di ricognizione con droni sul Messico, e ha ordinato alle agenzie di intelligence USA di elaborare valutazioni sui danni collaterali di eventuali attacchi aerei in territorio messicanoβ.
Non Γ¨ la prima volta che gli USA provano a militarizzare il contrasto al narcotraffico: nel 2008, lβallora presidente conservatore e ultras neoliberista Felipe Calderon ufficializza la collaborazione del Messico con gli USA nella lotta al narcotraffico nellβambito di una colossale iniziativa denominata MΓ©rida. Il finanziamento iniziale supera il miliardo e mezzo di dollari: prevede un impiego massiccio di tecnologie di ogni genere, dagli scanner agli elicotteri, ma, soprattutto, unβinterpretazione molto piΓΉ permissiva di tutte i lacci e lacciuoli che garantiscono il rispetto dei diritti umani fondamentali. Purtroppo, non sarΓ esattamente un successo: nei 15 anni precedenti, il numero di omicidi, infatti, era calato da oltre 15 mila lβanno a meno di 10 mila; nei primi 2 anni dellβiniziativa MΓ©rida, si arriverΓ a sforare il tetto dei 25 mila – e manco di poco – e i numeri continueranno ad aumentare negli anni successivi, fino a raggiungere il record di oltre 35 mila vittime nel 2018. A quel punto, prima si arrestano e poi iniziano a diminuire: cosβΓ¨ successo nel 2018? Si Γ¨ insediato Manuel Lopez Obrador, che ha smesso di collaborare con gli USA nellβambito di MΓ©rida,e ha inaugurato la politica Abbracci, non proiettili, che darΓ βprioritΓ ai programmi sociali e alla riduzione della povertΓ rispetto al confronto militare diretto con i cartelliβ; per quanto questa politica, negli anni successivi, ottenga risultati decisamente migliori che in passato, AMLO verrΓ accusato di essere eccessivamente compiacente nei confronti del narcotraffico e il tasso di omicidi continuerΓ a rimanere uno dei piΓΉ alti del pianeta: oltre 25 ogni 100 mila abitanti, lβottavo peggior risultato al mondo, dietro soltanto a paesi come Giamaica, Trinidad e Honduras e, da qualche anno, lβEcuador, che Γ¨ unβaltra prova piuttosto eclatante dello stesso principio.
Quando, con gran disappunto di Washington, arriva alla presidenza Rafael Correa nel 2007, lβEcuador registra oltre 17 omicidi ogni 100 mila abitanti; dopo 10 anni di amministrazione correista, arriverΓ a meno di 5: meno che negli USA. DopodichΓ©, il correismo finisce, torna il neoliberismo e lβallineamento con Washington e oggi siamo a 45 omicidi ogni 100 mila abitanti: il secondo Paese piΓΉ violento del mondo, dietro solo alla Giamaica. Per avere unβidea dellβordine di grandezza, negli USA gli omicidi ogni 100 mila abitanti sono 7; in Europa, meno di 1; in Cina, la metΓ che in Europa. Dal suo insediamento, allora, la nuova presidenta Claudia Sheinbaum ha deciso di dare una stretta: ha mobilitato intelligence, esercito e guardia nazionale, ha schierato 10 mila soldati al confine tra USA e Messico, ha estradato 55 pezzi grossi del narcotraffico negli USA e ha registrato il record assoluto di Fentanyl sequestrato; ma invece che riconoscere gli sforzi e aumentare la collaborazione, Trump ha aumentato le minacce e la militarizzazione unilaterale.
Il punto di vista dellβarticolo di Foreign Affairs Γ¨ particolarmente interessante perchΓ© si pone esattamente allβinterno dellβideologia suprematista USA; non mette minimamente in discussione il diritto divino degli USA di trasgredire qualsiasi legge internazionale e di intervenire a suo piacimento in violazione della sovranitΓ di un paese terzo qualsiasi, ma, ciononostante, arriva a una conclusione molto chiara: la militarizzazione invocata da Trump nella lotta al narcotraffico Γ¨ inefficace e controproducente. Ergo, se si continua su quella strada, la lotta al narcotraffico – che Γ¨ la giustificazione che fa felice la base MAGA di Trump e che mette qualche dubbio anche ai critici liberali – non cβentra una seganiente. Lβarticolo, per cominciare, sottolinea alcune similitudini tra lβuniverso dei cartelli e lβislamismo radicale: βCome gli insorti in Afghanistan e Somaliaβ, scrivono, βi cartelli sono attori non statali che approfittano dell’incapacitΓ dello Stato di esercitare autoritΓ su vaste aree di territorioβ; inoltre, βi membri sono mescolati alla popolazione, rendendo difficile distinguere i colpevoli dagli innocentiβ. Ma cβΓ¨ una grossa differenza: βIl Messicoβ infatti, sottolineano, βnon Γ¨ un Paese lontano, ma un vicino degli Stati Uniti con legami culturali, storici e diplomatici molto piΓΉ profondi di quelli dell’Afghanistan o dell’Iraqβ; unβinvasione in piena regola, quindi – sottolineano – Γ¨ sconsigliabile. Ovviamente, come gli USA fanno regolarmente in tutto il pianeta, ci si potrebbe accontentare di βraid delle forze specialiβ; il problema, perΓ², anche qui Γ¨ che βquando avvengono in aree urbane densamente popolate, rischiano di causare danni collateraliβ: queste βvittime civiliβ – pensate un poβ – βpotrebbero ulteriormente indebolire il sostegno locale e fungere da potente propaganda per i gruppi militantiβ. E, fin qui, vabbΓ¨, pazienza… Anche i beduini, quando gli stermini la famiglia, tendenzialmente non la prendono benissimo e diventano facili prede della propaganda che, con un poβ di lavaggio del cervello, li convince che chi gli ha sterminato la famiglia forse non Γ¨ proprio proprio amichevole.
Ma qui cβΓ¨ anche di peggio, perchΓ© βdato lβelevato numero di cittadini statunitensi che visitano il Messico, o hanno legami col Messico, questi danni potrebberoβ – pensate un poβ – addirittura βinnescare una reazione dell’opinione pubblica negli USAβ – cosa che ovviamente, invece, non avviene quando βle vittime civili sono in Afghanistan, Iraq, Siria o Yemenβ. βUn’alternativa piΓΉ sicura all’invio di forze specialiβ, sottolineano allora, βΓ¨ l’uso dei droniβ; dβaltronde, ricordano, sono decenni ormai che li usiamo un poβ ovunque, ma anche questi, alla fine, sembra abbiano βcausatoβ – pensate un poβ – βun numero significativo di vittime civiliβ – poco meno di mille solo in Pakistan, per fare un esempio. Ma, soprattutto, βAnche le campagne di droni che hanno maggior successo, raramente distruggono interamente un gruppoβ; certo, βcontribuiscono a frammentare il gruppoβ, ma paradossalmente βun nemico frammentatoβ si rivela spesso ancora βpiΓΉ difficile da sconfiggere completamenteβ. Insomma: tirando le fila, βSe gli Stati Uniti attaccassero il Messico senza tener conto delle conseguenze politiche o militariβ, sottolineano i nostri analisti, βil risultato finale potrebbe essere un disastroβ; senza dubbio, gli attuali principali cartelli potrebbero essere danneggiati, βma il flusso complessivo di droga potrebbe non cambiare sostanzialmenteβ. βPer evitare questo esitoβ, sottolineano, Washington dovrebbe aiutare la Sheinbaum, non minacciarla; dovrebbe offrirgli il suo sostegno in tema di intelligence, di addestramento degli uomini e di fornitura di equipaggiamento. CioΓ¨, dovrebbe aiutarla ad aumentare la sua capacitΓ di esercitare la sovranitΓ dello Stato in tutto il territorio e in tutti gli ambiti, che è esattamente quello che chiede la presidenta: coordinamento sΓ¬, subordinazione no.
Il sospetto che la lotta al narcotraffico abbia poco a che vedere col narcotraffico e tanto con il ritorno della dottrina Monroe e con le tentazioni neocoloniali dellβamministrazione Trump, sembra trovare conferma nella posizione assunta nei confronti della Colombia: anche in Colombia, con la vittoria di Gustavo Petro, per la prima volta cβΓ¨ unβamministrazione non particolarmente allineata con la Casa Bianca; anche Petro aveva inaugurato il suo mandato cercando di smilitarizzare la lotta al narcotraffico puntando, piuttosto, a colloqui di pace con i gruppi armati e a programmi di sostituzione delle colture. I risultati, perΓ², sono stati scadenti: secondo le Nazioni Unite, la coltivazione di coca in Colombia sarebbe aumentata addirittura del 53% solo nel 2023, e il numero di combattenti nei gruppi armati del Paese addirittura del 45% dallβinizio dellβamministrazione Petro, nel 2022; di fronte a questi fallimenti, Petro Γ¨ stato costretto a ritornare – almeno in parte – ai vecchi metodi sponsorizzati dagli USA, ma, evidentemente, non Γ¨ bastato a fare contento Forrest Trump. Come riporta Responsible Statecraft, infatti, Trump sarebbe pronto a revocare la certificazione della Colombia come major partner degli USA nella lotta al narcotraffico; in soldoni, significa ritirare il sostegno degli USA al governo di BogotΓ in termini di finanziamenti, formazione, equipaggiamento, e, ovviamente, intelligence: βi principali beneficiari della revoca della certificazioneβ, ha dichiarato un funzionario colombiano allβInternational Crisis Group, βsarebbero i gruppi criminaliβ. βGli Stati Uniti si stanno dando la zappa sui piediβ, ha dichiarato la direttrice del Washington Office on Latin America Gimena Sanchez-Garzoli: βIsolando la Colombia gli USA non avranno piΓΉ accesso alle informazioni di cui hanno bisogno e che sono vitali per la lotta al narcotraffico nella regioneβ; un poβ come gli italiani, se continuiamo a lasciare lβinformazione in mano a chi segue interessi di ogni genere, tranne i tuoi. Se ti Γ¨ piaciuto questo video, ricordati di mettere mi piace e di condividerlo e se pensi che piΓΉ le cose si complicano, piΓΉ ci sarebbe bisogno di informazione indipendente e di qualitΓ , sostienici: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina TvΒ GoFundMeΒ e suΒ PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ Marco Rubio
















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