Dopo la caduta di Assad, la Siria sembra aver fatto la fine di tutte le precedenti vittime dell’Occidente: lo sfaldamento statale ha fatto riesplodere divisioni tribali, etniche e religiose, favorendo poi a seguire la prenotazione degli interessi stranieri. Il grande statista (sic!) Al-Shaara – precedentemente un jihadista, ora sponsor dei diritti umani e della libertà di commercio Made in USA e Ue – non riesce a tranquillizzare gli invasori colonialisti israeliani; così Tel Aviv ammassa truppe sulle alture del Golan e bombarda come un cane rabbioso tutta la Siria meridionale e Damasco. Ancora un grande successo per la diplomazia occidentale in Medio Oriente. Ne ha parlato il nostro Gabriele in un’intervista esclusiva a Roberto Iannuzzi.










