Spero mi scuserete se ultimamente sono leggermente ossessionato da Hollywood, ma (come ormai avrete capito) considero la seconda industria per fatturato statunitense – dopo quella delle armi – essa stessa un’industria militare; che, però, invece che militarizzare le geografia, militarizza i cervelli degli antropologicamente piddini e, quindi, ha le stesse responsabilità degli eserciti imperialisti sion-statunitensi nell’aver messo il mondo a ferro e fuoco. Anzi, ritengo che abbia la responsabilità principale: se il nostro immaginario, attraverso la narrazione dell’industria dell’immaginario per eccellenza, non fosse stato colonizzato, non avremmo accettato passivamente la colonizzazione del mondo. Come dice una dodicenne protagonista del nostro film D’istruzione pubblica, in queste settimane nelle sale cinematografiche di tutta Italia, “Non è mai il popolo a far partire la guerra”. Giusto; però, troppo spesso, il popolo la guerra la accetta e la sostiene e, come dice sempre Emma (evidentemente ispirata da Gramsci), nel nostro film, “L’unica soluzione contro le guerre è istruirsi”: per questo è importante e urgente acquisire la massima consapevolezza possibile rispetto a questo aspetto così sottile, quasi invisibile – e, dunque, così efficace – del comparto militare industriale della sionsfera. Solo decolonizzando le nostre menti, cioè istruendo il nostro cervello a non credere più alle parole d’ordine del potere, potremmo sperare di decolonizzare il mondo dal cancro di Usrahell; per esempio, potremmo iniziare a capire che non solo Hollywood è stata a braccetto col nazismo per anni, ma, soprattutto, che il nazismo non è mai morto e che, carsicamente, ha attraversato tutto il ‘900 fino a riemergere oggi più in forma che mai.










