Cosa c’è di meglio di un sano messianesimo apocalittico unito all’escalation nucleare per condire un conflitto senza senso in Medi Oriente, verso cui non sembra esserci alcuna via di uscita? Mentre le Israele e Iran si bombardano a vicenda i principali siti nucleari, gli ipersonici su Dimona in risposta ai missili su Natanz, i leader politici e militari parlano di ritorno del Messia, ricostruzione del tempio di Gerusalemme e persino di Anticristo (per giunta a Roma, a sfregio del dormiente Papa Leone). Insomma: pensavate che la storia fosse finita, che eravamo troppo disincantati per credere agli idealismi e alle dottrine emancipatorie dell’Umanità? Eccovi servita una robusta dose di dottrine apocalittiche, con Netanyahu che parla di Gesù Cristo e Gengis Khan, ricostruzione del terzo tempio, giovenche rosse, condite da prezzi del greggio letteralmente impazziti e mercati fuori controllo. E Trump? Minaccia di cancellare l’Iran dalla faccia della terra, implora Israele di non colpire i siti energetici iraniani, implora gli alleati, i Paesi arabi e la Cina di mandare navi da guerra per sbloccare Hormuz, incastrato com’è in una guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare. Come siamo potuti arrivare a questo punto e quale exit strategy per un’escalation inarrestabile? Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio e Minoo Mirshahvalad a La Bolla, il format di geopolitica di Ottolina Tv condotto da Clara Statello.















