Il Soddu
La Corte Suprema boccia i poteri di emergenza IEEPA usati da Trump per i dazi: l’articolo spiega che il Presidente non può più imporre tariffe senza Congresso, ma Trump ha già annunciato nuovi dazi al 15% con altra legge per 150 giorni. Mercati asiatici in tilt, deficit USA peggiorato invece di migliorare: caos puro. Subito dopo la sentenza, Trump alzava i dazi globali dal 10% al 15% su tutte le importazioni: CNN racconta che lo fa con la Sezione 122 del Trade Act. Aziende e alleati asiatici incazzati neri, inflazione in arrivo e catene di fornitura bloccate.
I dazi di Trump creano nebbia economica per l’Asia. Japan Times spiega come l’aumento al 15% colpisca duramente Giappone, auto e elettronica: Tokyo valuta ritorsioni e negoziati d’urgenza. Yen debole e borsa di Tokyo giù. Trump ignora la Corte e continua la guerra commerciale, ma l’Asia americana paga il conto.
La Cina valuta la risposta all’aumento dei dazi USA. Il SCMP dice che Pechino studia contromisure dopo il 15%: il Ministero del Commercio cinese è furioso e minaccia possibili dazi su soia e aerei USA. Hong Kong e aziende cinesi già perdono miliardi: Trump vuole piegare la Cina, ma Pechino non si piega.
L’India smette di riscuotere i dazi giudicati illegali. L’India ferma subito i dazi giudicati illegali dalla Suprema Corte USA: The Hindu racconta che Modi prepara un piano B per proteggere export tessile e pharma. Le relazioni USA-India sono a rischio e i mercati indiani nervosi: Trump gioca sporco.
Le azioni di Singapore salgono tra le incertezze sui dazi. Straits Times scrive che Singapore e Asia festeggiano un rimbalzo in Borsa nonostante i nuovi dazi di Trump, ma è solo momentaneo: porti e logistica sono sotto shock e aziende locali preparano piani di diversificazione. Il 15% è un pugno nello stomaco per l’export regionale.
Taiwan monitora l’impatto dei dazi di Trump. Taipei Times avverte che i semiconduttori taiwanesi rischiano dazi extra al 15%: TSMC e fornitori USA sono in allerta. Trump usa il commercio come arma e Taiwan paga per la sua vicinanza alla Cina e il governo prepara contromisure.
L’Ue rifiuta i nuovi dazi di Trump. Reuters riporta che Bruxelles rifiuta in blocco il 15% e prepara ritorsioni su bourbon e Harley; Trump vuole colpire tutti: Europa e Asia sono unite contro di lui. I mercati globali sono in subbuglio e l’inflazione è alle porte.
Reazione di Wall Street al caos dei dazi. Il Dow Jones è sceso di 800 punti e il dollaro è debole: gli analisti dicono che il 15% è una mossa disperata di Trump per salvare faccia dopo la batosta della Corte; le esportazioni asiatiche sono il bersaglio principale.
Esperti legali sul Workaround di Trump. Il Washington Post spiega che Trump usa un vecchio articolo di legge per bypassare la sentenza: per gli esperti legali è un borderline costituzionale. L’Asia guarda preoccupata perché il Presidente americano si comporta come un cowboy del commercio.
L’editoriale di Asahi: vince lo Stato di diritto. Asahi elogia la Corte Suprema per aver fermato l’abuso di potere di Trump. L’editoriale è duro: il Presidente americano non può fare quello che vuole; è il Congresso che decide. Giappone e Asia devono ora pretendere rispetto delle regole; Trump aggira, ma perde credibilità.
Esportatori vietnamiti si preparano al colpo del 15%. Nikkei Asia riporta che il Vietnam, fabbrica del mondo, vede i suoi vestiti e scarpe colpiti dal 15%: le aziende stanno già spostando la produzione altrove; Trump vuole riportare i lavori in USA, ma crea solo caos in tutta l’Indocina.
Corea del Sud protesta per la Giornata Takeshima del Giappone. Seul protesta duramente per l’evento giapponese sulle isole Dokdo/Takeshima: i manifestanti bruciano bandiere e il governo convoca l’ambasciatore. L’articolo del Korea Herald riferisce di tensioni storiche riaccese proprio mentre Trump alza i dazi: l’Asia è nervosa.
Kim Jong Un rieletto al Congresso del partito. Kim viene confermato leader assoluto al Congresso del partito e tiene discorsi aggressivi contro USA e Corea del Sud, promettendo nuovi missili. Nessuna sorpresa, ma il momento coincide con il caos di Trump.
Nave da guerra australiana transita nel Mar Cinese Meridionale. Seconda traversata libera australiana nelle acque contese: la Cina protesta, ma l’Australia ignora; è un segnale forte a Pechino mentre gli USA sono distratti dai loro problemi interni. Tensioni in alto mare.
Rischio per l’olio di palma indonesiano. Il Jakarta Globe riporta che l’Indonesia teme dazi sull’olio di palma: i mercati sono nervosi e il governo prepara ritorsioni.
Il ministro del Commercio cinese esorta gli Stati Uniti a revocare i dazi unilaterali appoggiando la Corte Suprema degli Stati Uniti che dichiara illegali i dazi.















