Sono il più grande pericolo per la razza umana, ma (almeno) le cose non sono mai state così chiare: nel giro di 15 giorni, gli Stati Uniti hanno aggredito il Venezuela rapendone il presidente, sequestrato illegalmente delle petroliere in stile pirati, interrotto le trattative con la Russia per l’Ucraina, dichiarato di voler aumentare le spese militari da 1000 a 1500 miliardi di dollari l’anno e infiltrato, insieme a Israele, agenti dei servizi segreti in Iran per destabilizzare il governo e preparare un nuovo attacco. E indovinate che fine farà la Groenlandia? Ma no! Perché ci penserà l’Europa a impedirglielo! Ma il problema non è Trump; questo è quello che gli Stati Uniti sono da 80 anni: un impero governato da un manipolo di oligarchi disposti a distruggere Paesi e ad affamare le popolazioni che non si piegano ai loro voleri. Quantomeno, Trump è onesto: lo dice apertamente; e, per questo, tutti i nostri filo-americani di casa sono nel panico. Immaginate la redazione di Repubblica: “Ti prego, Trump: di’ qualcosa sui diritti umani e la democrazia! O, almeno, qualcosina sulla difesa dell’Occidente! Sennò adesso come vi pariamo il culo!?!?”. Ma la verità è questa: l’antiamericanismo dovrebbe diventare per la nostra generazione quello che l’antifascismo è stato per i nostri nonni e bisnonni; conservatori, liberali, socialisti, tutti uniti per liberare il continente dal tiranno e da tutti quelli che ci collaborano. Yankee, go home! Di tutto questo e tanto altro abbiamo parlato con uno di più lucidi intellettuali italiani, il professore di filosofia morale Andrea Zhok.















