video a cura di Davide Martinotti
Secondo Reuters, in un laboratorio ad altissima sicurezza a Shenzhen, scienziati cinesi hanno realizzato un prototipo di macchina EUV (litografia a ultravioletti estremi), la tecnologia chiave per produrre i chip più avanzati al mondo – quelli che alimentano AI, smartphone e sistemi militari. L’EUV è il Santo Graal dei semiconduttori: oggi, il mercato è dominato dall’olandese ASML, alla quale gli Stati Uniti vietano da anni di vendere queste macchine alla Cina; eppure, Pechino è andata avanti. Il progetto, completato all’inizio del 2025 e ora in fase di test, punta a rendere inermi le restrizioni tecnologiche USA: l’obiettivo ufficiale è produrre chip funzionanti entro il 2028; fonti vicine al progetto parlano più realisticamente del 2030 – comunque molto prima di quanto previsto dagli analisti occidentali. Dietro il prototipo c’è un team eterogeneo, che include anche ex tecnici dell’ecosistema ASML; la tecnologia sarebbe stata ricostruita pezzo per pezzo, analizzando macchinari dismessi e componenti acquistati sui mercati secondari. Il programma è classificato come ultra-sensibile per la sicurezza nazionale: gli ingegneri lavorano sotto pseudonimo, con documenti d’identità falsi e una compartimentazione totale delle informazioni. Huawei è coinvolta in tutta la filiera: dalla progettazione dei chip alle attrezzature di fabbrica, fino all’integrazione finale nei prodotti; il fondatore, Ren Zhengfei, seguirebbe personalmente l’avanzamento del progetto, riferendo ai vertici politici. Questa notizia segna un passaggio chiave: Pechino accelera per escludere completamente gli Stati Uniti dalle proprie catene di approvvigionamento tecnologico.










