Ma ci pensate mai che per andare in pensione dovrete lavorare, come minimo, per 42 anni e 10 mesi? Cioè, a parte tutto, non è un’eternità? Meno male, però; ora ci pensa Gioggia col maxiemendamento alla legge di bilancio: in una botta sola, ha allargato la finestra mobile e ha eliminato la possibilità di riscattare la laurea. Se poi ci aggiungi l’adeguamento all’aumento delle aspettative di vita – che, in realtà, non è solo un adeguamento, ma una vera e propria rapina – la frittata è fatta: tre anni e sette mesi di lavoro in più; 43 mesi! In Francia, quando Macron ha annunciato l’aumento dell’età pensionistica di 24 mesi, i lavoratori hanno messo a ferro e fuoco il Paese per settimane; da noi, di ferro e di fuoco se ne vede poco: merito anche dei media, in particolare dei media degli amici di Gioggia che, ormai, dominano incontrastati. I tre giornali di Caltagirone e gli altri tre di Angelucci, d’altronde, sono parte in causa, perché abbattere il sistema pensionistico pubblico non è solo un problema di conti dello Stato: è un regalo ai palazzinari che oggi campano di fondi immobiliari finanziati con i risparmi di chi sa che la sua pensione arriverà troppo tardi e troppo poco, e prova a garantirsi una vecchia decente con i fondi privati. Insomma: Giorgia ci fotte le pensioni per fare un regalo ai suoi amici palazzinari; auguri!










