Lo stretto di Tsushima separa il Giappone dalla Corea del Sud ed ha un passato glorioso: nel maggio del 1905 Γ¨ stato teatro di una delle battaglie navali piΓΉ importanti della storia moderna. Gli imperi russo e giapponese si contendevano il controllo della penisola coreana e si menavano come fabbri; qualche mese prima, i giapponesi avevano asfaltato la flotta del Pacifico russa in unβaltra storica battaglia navale, quella del Mar Giallo. I russi avevano provato a reagire, allestendo in fretta e furia unβaltra flotta che partΓ¬ dal Baltico; peccato che, per arrivare nel mar del Giappone, dovette attraversare mezzo mondo: quando, finalmente, arrivΓ² a destinazione, reggeva lβanima coi denti e la marina giapponese la menΓ², ma proprio di brutto brutto. Alla fine, i russi persero qualcosa come 30 imbarcazioni e la flotta fu completamente annientata; ai giapponesi, invece, la battaglia – come si dice a Oxford – gli fece un poβ come il cazzo alle vecchie: non persero nemmeno una corazzata; giusto tre torpediniere giocattolo. La battaglia determinΓ² la sconfitta definitiva dellβimpero russo e lβinizio della fase terminale dello zarismo, e la prima, vera vittoria di un paese asiatico su una grande potenza europea nellβera moderna, ringalluzzendo lβimperialismo nipponico che, tutto baldanzoso, decise di fare uno spicinio in tutta la regione che, in confronto, Adolf Hitler Γ¨ tipo una suora orsolina.
Da lΓ¬ in poi, lo stretto di Tsushima Γ¨ diventato off limits, anche durante la seconda guerra mondiale; fino a ieri, quando due bombardieri russi hanno deciso di rompere il tabΓΉ: secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, si sarebbe trattato di due Tupolev TU-95, i leggendari bombardieri strategici che, da quasi 70 anni, rappresentano una delle colonne portanti della triade nucleare della Federazione russa. Sono quelli che, nel 1961, giusto per mandare un messaggio inequivocabile di amore e fratellanza, lanciarono sulla baja di MitjuΕ‘icha, nell’arcipelago di Novaja Zemlja, la bomba Zar, il piΓΉ potente ordigno mai sperimentato (per vedere lβeffetto che fa): secondo le ricostruzioni, lβeffetto che fece fu un fungo atomico alto oltre 60 chilometri e visibile fino a 1000 chilometri di distanza; non esattamente un simbolo di pace, diciamo… Dopo aver sorvolato lo stretto, i due bombardieri si sarebbero congiunti con altri due bombardieri cinesi H6, in grado di trasportare missili da crociera a lungo raggio, e anche ad altri 4 caccia cinesi J-16; dopodichΓ©, mano nella mano, tutti insieme appassionatamente avrebbero prima sorvolato lo spazio aereo vicino allβisola giapponese di Okinawa, che ospita il grosso delle basi USA in Giappone, per poi dirigersi nelle vicinanze dellβisola di Shikoku: una lunghissima passeggiata di oltre 8 ore mentre, allo stesso tempo – ha dichiarato Tokyo – altri due caccia russi SU-30 e un aereo da allerta precoce (sempre russo) A-50 gironzolavano fischiettando sopra il mar Giapponese. βUna dimostrazione di forza contro la nostra nazioneβ ha tuonato il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi, e βuna seria preoccupazione per la nostra sicurezza nazionaleβ
Per monitorare da vicino gli aerei russi e cinesi, prima si sono levati in volo jet giapponesi, poi i caccia coreani e, alla fine, anche due bombardieri strategici statunitensi B-52, accompagnati da 3 caccia stealth giapponesi F-35 e da altri 3 jet da superioritΓ aerea F-15; pochi giorni prima, sempre nei paraggi di Okinawa, un caccia J-15 cinese era decollato dalla portaerei Liaoning nellβambito di alcune esercitazioni e aveva illuminato con il radar due F-15 giapponesi: prima per 3 minuti e, poi, per oltre mezzβora. Ma cosa significa essere illuminati da un radar? I caccia sono dotati di diversi tipi di radar – o, al limite, un unico radar che, perΓ², svolge compiti diversi; prima di tutto cβΓ¨ il radar cosiddetto di ricerca: scansiona ampie porzioni di cielo alla ricerca di aerei, missili e droni e fornisce una prima individuazione del potenziale bersaglio fino ad alcune centinaia di chilometri di distanza. Poi cβΓ¨ il radar di tracciamento che, una volta individuato il potenziale bersaglio, lo segue in modo continuo e ne calcola velocitΓ e direzione; e, alla fine, cβΓ¨ quello che viene definito Fire Control Radar: fornisce i parametri necessari per lβattacco e serve a guidare le armi sul bersaglio. Quando si dice che qualcosa Γ¨ stato illuminato da un radar si intende esattamente questβultima funzione: in gergo si chiama lock-on ed Γ¨ la fase che precede immediatamente un attacco vero e proprio; le dottrine di USA, NATO e anche delle Forze di autodifesa giapponesi lo considerano quasi un atto di ostilitΓ armata. Per trovare un precedente, bisogna tornare al lontano 2013, quando una fregata cinese illuminΓ² prima un elicottero e, dopo una decina di giorni, anche un cacciatorpediniere giapponesi.
Tokyo ha immediatamente denunciato lβincidente definendolo deplorevole e ha raccolto lβendorsement di Washington: βLe azioni della Cina non contribuiscono alla pace e alla stabilitΓ regionaleβ, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato; βL’alleanza tra Stati Uniti e Giappone Γ¨ piΓΉ forte e unita che mai. E il nostro impegno nei confronti del nostro alleato Γ¨ incrollabileβ. La versione cinese, perΓ², Γ¨ leggermente diversa: sottolineano che le esercitazioni della Liaoning erano stata pianificate da tempo ed erano state adeguatamente comunicate; ciononostante, aerei giapponesi si sarebbero ripetutamente avvicinati allo spazio aereo delle esercitazioni, ostacolandole e mettendo a repentaglio la sicurezza dei piloti cinesi. Insomma: li avrebbero provocati per, poi, fare le vittime; e, a quanto pare, agli appassionati di armi non Γ¨ andata giΓΉ: βChiacchieroni codardi, dovrebbero venire distruttiβ si legge in questo commento su Vzglyad.
Ma cosa cβΓ¨ in comune tra lβepisodio del 2013 e quello di questi giorni? Semplice: il premier. Anche allora, infatti, un nuovo tamarrissimo premier ultranazionalista sβera appena insediato: si chiamava Shinzo Abe, il nipote di Nobusuke Kishi, il gerarca fascista regista dei crimini di guerra giapponesi in Manciuria, poi graziato e nominato addirittura primo ministro; Shinzo Abe ha imposto al partito liberale – che, a parte una brevissima parentesi, governa ininterrottamente il Giappone da 80 anni – una nuova leadership di estrema destra tutta collegata a quella specie di P2 giapponese che Γ¨ il Nippon Kaigi, da cui proviene anche Takaichi Tamagochi Sanae. Insomma: unβintera classe dirigente che ha ereditato, senza se e senza ma, il lascito del Giappone fascista – un poβ come se in Italia finissero al governo La Russa e Gasparri. Ah, scusa, come dici? Sono al governo; ma che, davero? CioΓ¨, quindi, in due Paesi dellβasse su tre, al governo ci sono i nipotini di quelli che hanno scatenato la seconda guerra mondiale? ApperΓ², rassicurante! Comunque, questi incidenti avvengono a pochissimi giorni dalla pubblicazione della nuova National Security Strategy statunitense che, come sottolinea Guancha, βIndipendentemente da cosa si pensi sulla sua effettiva realizzazione o meno, ha rappresentato comunque il primo documento del genere dove gli USA riconoscono esplicitamente il declino della potenza americana e sottolineano lβintenzione di abbandonare l’ambizione a esercitare la loro egemonia a livello globale per ripiegare su una sorta di dottrina Monroe rafforzata, tornando a concentrarsi sullβemisfero occidentaleβ;Β βSullo sfondo del loro innegabile declino di potenzaβ sottolinea ancora Guancha, βal fine di perpetuare il loro sistema egemonico, gli USA incoraggiano apertamente i loro cosiddetti alleati, tra cui il Giappone, a svolgere un ruolo piΓΉ attivoβ.
Secondo un altro articolo, sempre di Guancha, βCon il graduale ritiro delle truppe statunitensi dalla regione, gli alleati americani rafforzeranno naturalmente le loro difese. E alcuni saranno tentati di andare oltre, usando la retorica nazionalista per espandere a dismisura le forze armate e reintrodurre una versione aggiornata del loro storico militarismoβ: βLa domanda allora Γ¨β, si chiede Guancha, βgli Stati Uniti impediranno al Giappone di spostarsi a destra?β; βLa risposta, ahinoiβ concludono βΓ¨ noβ. Dβaltronde, non sarebbe la prima volta: il Giappone, sostanzialmente, avrebbe un ruolo simile a quello che USA e Gran Bretagna affidarono alla Germania di Hitler in chiave antisovietica. Qualcuno potrebbe obiettare che allora non andΓ² proprio benissimo; in realtΓ , dipende un poβ dai punti di vista: sicuramente andΓ² malissimo ai milioni di disgraziati che vennero trucidati nella piΓΉ cruenta guerra di sempre, ma, alla fine, per lβimperialismo USA la seconda guerra mondiale fu una gran figata che gli permise di colonizzare lβEuropa e dominare il pianeta per quasi un secolo. Certo, per un poβ dovettero anche ingoiare lβesistenza del blocco sovietico – che, perΓ², economicamente usciva dalla guerra con le ossa rotte e, tutto sommato, si rivelΓ² abbastanza gestibile.
E non Γ¨ tutto, perchΓ© cβΓ¨ anche unβaltra parte della storia che la propaganda del mondo libero e democratico tende a nascondere sotto il tappeto e, cioΓ¨, che un pezzo consistente dellβAmerica profonda la seconda guerra mondiale proprio non la voleva fare e tifava apertamente per il Reich: era lβAmerica che si coalizzΓ² attorno a Charles Lindbergh, lβavventuroso aviatore di origini svedesi, profondo ammiratore di Adolf Hitler; nel 1940, fondΓ² un movimento che, nel giro di pochi mesi, arrivΓ² a contare oltre 800 mila iscritti (tra cui anche i futuri presidenti John Fitzgerald Kennedy e Gerald Ford) e che riuscirono a rinviare lβingresso degli USA in guerra per quasi due anni, fino allβattacco giapponese a Pearl Harbour nel 1941. E indovinate un poβ come si chiamava questa organizzazione? Esatto: America First Committee; vi ricorda niente? Quando Trump resuscita lo slogan nel 2016, non Γ¨ un caso: lβereditΓ di Lindbergh permea tutta la storia del suprematismo bianco USA dellβultimo secolo, dal Ku Klux Klan ad alcuni dei think tank piΓΉ importanti della galassia MAGA – dal Claremont Institute a, soprattutto, lβAmerica First Policy Institute; un nome, un programma. Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale e il candidato preferito da Trump per la successione di Powell alla FED, viene proprio da qui, e di sicuro Trump non lβha scelto per la perspicacia: Hassett Γ¨ famoso perchΓ© alla vigilia dellβesplosione della bolla delle dotcom scrisse un libro dove spiegava che il Dow Jones, da 11 mila punti, nellβarco di pochi anni avrebbe raggiunto quota 36 mila; dopo la bolla precipitΓ² a quota 7 mila. Secondo molti analisti, il libro di Hassett conteneva errori aritmetici di base…
Ovviamente, anche le bimbe di Lindbergh (e Lindbergh stesso, a un certo punto), visti gli innegabili vantaggi, arrivarono a sostenere lβintervento USA contro la Germania ormai ridotta fiaccata dai sovietici, perΓ² gli Γ¨ sempre rimasto lβamaro in bocca; sΓ¬, ok: gli USA sono diventati letteralmente i padroni del mondo e gli oligarchi suprematisti hanno fatto una quantitΓ di soldi inimmaginabile, ma il loro impero ha portato allβegemonia di un globalismo meticcio e un poβ fru fru che gli sta profondamente sulle palle. Fino a che garantiva il dominio USA, facevano buon viso a cattivo gioco, ma ora non funziona manco piΓΉ: il dominio finanziario non basta piΓΉ a garantire il primato USA e serve un nuovo collante ideologico che ricompatti lβuomo bianco e gli dia quellβirrefrenabile brio necessario per provare a continuare a dominare il mondo; la tentazione di ricreare lβasse, quindi – e, questa volta, ricrearlo con in testa gli USA e il loro destino manifesto – potrebbe non essere cosΓ¬ peregrina. Anche la Germania sembra poter andare in quella direzione: di fronte alle stoccate contro lβUnione europea della National Security Strategy, il cancelliere Merz ha affermato che βAmerica First Γ¨ un concetto ragionevole, ma America Aloneβ, unβAmerica completamente isolata e senza alleati, βnon Γ¨ nellβinteresse degli Stati Unitiβ; e, quindi, se proprio Trump βnon riesca a trattare con lβUnione Europeaβ, almeno prenda in considerazione come partner la Germania.
Dβaltronde, il governo di larghe intese con i socialdemocratici sta rendendo Merz il cancelliere in assoluto piΓΉ disprezzato dai tedeschi dalla fine della seconda Guerra Mondiale: lβagenda economica dellβAfD Γ¨ molto piΓΉ vicina allβestremismo neoliberista dellβex dirigente di BlackRock di quanto non lo sia la nostalgia per il welfare e per il ruolo dei sindacati nei CdA delle aziende dellβSPD; e, quindi, una svolta a destra della Germania Γ¨ sempre piΓΉ plausibile. Dβaltronde, lβobiettivo di diventare, di gran lunga, il primo esercito del vecchio continente Γ¨ dichiarato; alla fine del giro, quello che ancora manca per poter riesumare a pieno titolo il vecchio asse Γ¨ una questione sola: la questione ebraica. Il vecchio asse nazifascista, Lindbergh incluso, era nutrito da un profondo antisemitismo: 80 anni dopo, lβestrema destra che conta Γ¨ tutta ultra-sionista; le vecchie tradizioni, perΓ², sono dure a morire e, a livello di base, sia tra i militanti dellβAfD che tra i meloniani, che in pezzi consistenti di MAGA, lβantisemitismo serpeggia ancora, eccome! Riusciranno a bonificare e rilanciare, cosΓ¬, un nuovo nazifascismo del XXI secolo in grado di piacere alla gente che piace, compreso Bibi Nethanyahu?
Di sicuro, cβΓ¨ che per cercare un altro capro espiatorio allβaltezza dei tempi ce la stanno mettendo davvero tutta: lβICE, negli USA, Γ¨ ormai una sorta di nuova Gestapo. Secondo un articolo del New York Times, lβ84% dei fermati non aveva accuse pendenti: pura e semplice discriminazione su base razziale, suprematismo bianco allo stato puro che ormaiΒ Γ¨ diventata lβessenza ideologica dellβamministrazione USA. Di sicuro, cβΓ¨ anche che la classe dirigente giapponese Γ¨ pronta per cogliere questa nuova, entusiasmante sfida; e forse ce nβΓ¨ anche unβaltra, di direzione opposta: Cina e Russia potrebbero essere pronte ad asfaltarli anche a questo giro, come fecero giΓ 80 anni fa. Il pattugliamento congiunto di aerei russi e cinesi intorno al Giappone dei giorni scorsi Γ¨ il decimo pattugliamento aereo congiunto nellβarco di pochi anni; la complessitΓ delle operazioni, scrive The Paper, indica che la cooperazione sino-russa Γ¨ in continua espansione. Una settimana prima, Wang Yi si era recato a Mosca per il periodico ciclo di consultazioni strategiche sulla sicurezza – il ventesimo: secondo Global Times, βLe due parti hanno raggiunto un allineamento strategico sulle questioni relative al Giappone. Entrambe si oppongono fermamente a qualsiasi parola o azione errata che tenti di insabbiare la storia dell’aggressione coloniale e contrastano fermamente i tentativi del fascismo e del militarismo giapponese di tornare in augeβ. Gli USA ci possono fare poco: lβunica cosa che possono fare Γ¨ minacciare Cina e Russia con i missili; peccato, perΓ², che Wang Yi e Shoigu abbiano giΓ annunciato che, a breve, si terrΓ la terza esercitazione congiunta anti-missile in territorio russo.
Insomma: mentre Forrest Trump vaneggia sul Golden Dome, Cina e Russia il loro Golden Dome lo stanno mettendo a punto sul serio. ChissΓ : magari il vero fronte antifascista sta piΓΉ lΓ¬ che non nei post di Ilaria Salis a sostegno della resistenza delle bimbe di Bandera. Di sicuro, cβΓ¨ una cosa: lβOccidente collettivo Γ¨ in declino e, prima di ammetterlo, Γ¨ pronto a commettere ogni sorta di crimine; dβaltronde, lo ha giΓ fatto e nΓ© i suprematisti eredi di Lindbergh, nΓ© i nippo-piduisti del Nippon Kaigi hanno mai mostrato segni di pentimento. E’Β arrivato il tempo per una bella derattizzazione: aiutaci a farla; aiutaci a costruire un vero e proprio media che non si fa incantare dai guerrafondai e dai propagandisti. Metti mi piace a questo video, condividilo, ma (soprattutto) aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv suΒ GoFundMeΒ e suΒ PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ Ignazio la Russa















