Uno dei principali paradossi è che l’europeismo ci aveva promesso la promozione della pace e autonomia dagli Usa; invece oggi la Commissione si può guadagnare la medaglietta dell’organo più catastroficamente prono a Washington. La guerra in Ucraina ha avuto almeno un merito: mostrare in mondovisione i limiti strutturali di questa integrazione europea. La politica economica, monetaria e commerciale dell’Ue degli ultimi trent’anni ha contribuito al tramonto del continente e alla perdita di centralità dei suoi Paesi principali: non solo l’Italia, ma ormai anche Germania e Francia, i cui leader, ormai, vanno a Washington come alici colate e vengono trattati da inutili comparse dall’Imperatore. Trent’anni di bugie e manipolazioni stanno venendo spazzate via ogni giorno che passa e solo la mancanza di un vero dissenso organizzato tiene in vita questi morti che camminano che continuano a fare i nostri governanti; se mai ci sarà un rilancio europeo, potrà nascere solo su basi radicalmente diverse, e questa catastrofe deve essere la tragica premessa per nascita di qualcosa di nuovo. Ne abbiamo parlato in una ricchissima intervista con Matteo Bortolon e Gabriele Guzzi, entrambi autori di un articolo uscito sul Fatto Quotidiano.
















Dissenso,! Ecco, la parola scomparsa dal vocabolario degli Italiani. Se vogliamo che questi governi e politici inetti smettano di fare danni è ora che ci diamo una svegliata.