L’Ucraina potrebbe essere solo un pretesto; domani Trump e Putin si incontreranno per sancire una nuova stagione nei rapporti bilaterali USA – Russia tutte le questioni fondamentali del nuovo ordine mondiale, e la scelta dell’Alaska non è casuale: uno dei motivi è legato proprio proprio alla regione dell’Artico, dove le attività militari – sia della Russia che degli USA – sono in aumento e che potrebbe diventare scenario di un conflitto armato tra le due potenze. Il riscaldamento globale, infatti, sta facendo arretrare la calotta glaciale rendendo più facilmente raggiungibili zone un tempo remote e offrendo ulteriori opportunità per il trasporto marittimo e le infrastrutture portuali; le rotte navigabili potrebbero inoltre fornire accesso inatteso alle risorse ittiche e minerarie: lo scioglimento dei ghiacciai, in pratica, sta rendendo più semplice la navigazione nel mar Glaciale Artico. Finora si poteva attraversare solo con le famose navi rompighiaccio a propulsione atomica della Russia, titolare della più grande flotta del mondo composta da più di 50 imbarcazioni: il cambiamento climatico, quindi, ha creato una nuova rotta marittima che avvicina l’Asia all’Europa seguendo un percorso più breve rispetto a quello che passa dal Canale di Suez e dallo Stretto di Gibilterra. La guerra in Ucraina aveva messo in stand-by i lavori del Consiglio Artico, il forum di cooperazione che, dal 1991, analizza e prova a risolvere i problemi della regione di cui fanno parte il Canada, la Danimarca, la Finlandia, l’Islanda, la Norvegia, gli Stati Uniti (proprio attraverso l’Alaska) e la Svezia; molto probabilmente, adesso i lavori riprenderanno, ma non solo: secondo il The Telegraph, Donald Trump si starebbe preparando a offrire a Putin l’accesso russo a minerali e terre rare in Alaska e a revocare alcune sanzioni all’industria aeronautica a Mosca per incentivarlo a porre fine alla guerra.















