Giornate entusiasmanti per i fautori del Piano eversivo di Rinascita Democratica elaborato, ormai oltre 45 anni fa, dalla buonanima di Licio Gelli e da quella organizzazione criminale che era la P2, un piano ispirato alla dittatura cilena di Pinochet, laboratorio globale della Grande Controrivoluzione Neoliberista, in grado di mettere insieme la massima libertà del potere economico con il massimo autoritarismo contro ogni forma di rivendicazione sociale. Lo scorso 22 luglio il Senato ha approvato in seconda lettura uno dei capisaldi del piano eversivo di Gelli, poi adottato dal nostro ricattabilissimo Silvione Nazionale: la separazione delle carriere nella magistratura, uno strumento molto efficace per dare un colpo mortale all’indipendenza della magistratura e allo Stato di diritto, un fardello che il capitalismo in crisi non si può più permettere, come dimostra in modo plateale la nuova Mani Pulite milanese, che ha visto le forze governative e i loro apparati di propaganda correre in soccorso del Soldato Sala, garante degli interessi delle Oligarchie finanziarie che oggi puntano a completare il loro processo di presa totale del potere politico senza fastidiose intermediazioni e compromessi. Nel frattempo, la nostra Georgie dai biondi capelli dorati mandava un segnale chiaro su come intende gestire il dissenso che la crisi del capitalismo neoliberista sta scatenando: 10 mila nuovi posti in più nelle carceri, da riempire preferibilmente con tutti quelli che hanno deciso di non chinare la testa e che, secondo la Legge Sicurezza entrata in vigore lo scorso 9 giugno, vanno considerati alla stregua di criminali seriali. Impunità dei colletti bianchi al servizio della grande rapina del capitale finanziario e galera per chi difende gli interessi delle classi popolari: Licio Gelli e Pinochet ringraziano. Ne abbiamo parlato con l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris.










