In questa intervista ad ampio raggio, l’economista politica Radhika Desai analizza le profonde contraddizioni al centro dell’ordine economico globale guidato dagli Stati Uniti: basandosi sulla sua teoria dell’economia geopolitica, Desai spiega come la trasformazione del dollaro statunitense in una valuta FIAT pura dopo il 1971 abbia dato origine a una forma di imperialismo finanziario storicamente senza precedenti, che consente agli Stati Uniti di sostenere deficit persistenti, esternalizzare le crisi e subordinare altri Stati alla logica del proprio dominio valutario. Da qui, approfondiamo il significato controverso della dedollarizzazione: Desai fa distinzioni cruciali tra dedollarizzazione del conto corrente e del conto finanziario, tra flussi di capitale produttivo (come gli IDE e gli investimenti a lungo termine) e flussi speculativi (come il capitale di portafoglio) e tra le esigenze strategiche dei Paesi in via di sviluppo e la volatilità strutturale dei regimi finanziari liberalizzati. La Cina emerge come caso di studio centrale: discutiamo la sua strategia per costruire un’alternativa all’egemonia del dollaro attraverso accordi commerciali in yuan, la Nuova Banca di Sviluppo e progetti infrastrutturali a lungo termine nell’ambito della Belt and Road Initiative. Desai, tuttavia, avverte che la completa liberalizzazione del conto finanziario della Cina – in particolare del capitale speculativo – rischierebbe di sacrificare la conquista fondamentale della rivoluzione socialista: il primato della sovranità politica sul capitale. Strumenti tecnologici come le CBDC possono offrire un modo per liberalizzare selettivamente e attrarre investimenti produttivi senza esporre la Cina (o altri Paesi in via di sviluppo) alla fuga di capitali e al controllo esterno? Infine, riflettiamo sull’orizzonte a lungo termine: se l’obiettivo non è solo quello di sfuggire al dominio finanziario degli Stati Uniti, ma di andare oltre il capitalismo stesso, quali sono le sfide interne e geopolitiche che questa transizione deve affrontare, soprattutto sotto la crescente minaccia di un conflitto militare da parte di un’egemonia imperiale in declino? Questa intervista offre una panoramica chiara, storicamente fondata e analiticamente precisa delle forze che stanno rimodellando il panorama monetario e politico globale.










