Nel più completo silenzio dei media occidentali, si è concluso il vertice di Rio dei BRICS; d’altronde, è difficile mettere al centro dello storytelling dell’infotainment del mondo libero e democratico la saggezza di chi non ha nessuno interesse ad accelerare il collasso del capitalismo occidentale bollito e si limita a stare impassibile ai bordi del fiume in attesa che passi il cadavere. Dal punto di vista dell’intrattenimento, Donald Trump che scalpita in preda al panico offre decisamente più spunti: la fine del cessate il fuoco della guerra commerciale unilaterale è rimandato al primo agosto; nel frattempo, Trump ostenta come trofei le ennesime lettere di minacce inviate alle cancellerie di mezzo pianeta. D’altronde, il debito USA non è più sostenibile e per finanziare la lotta di classe dall’alto contro il basso Trump ha bisogno dei soldi dei dazi, ma a pagarli, come certificano la Federal Reserve di New York e lo Yale Budget Lab, sono i lavoratori statunitensi; l’unica via di uscita realistica per Trump è aspettare la fine del mandato di Jerome Powell e mettere a capo della FED un uomo di fiducia che replichi il Quantitative Easing del 2008, e passi alla storia come il governatore che ha definitivamente messo fine e a mezzo secolo di Superimperialismo fondato sul dominio del dollaro. Ne abbiamo parlato con Giacomo Gabellini e Alessandro Volpi.










