Ieri Macron ha chiamato Putin e gli chiesto aiuto contro i missili balistici iraniani. Durante la Guerra dei 12 giorni l’Iran ha dimostrato una straordinaria capacità balistica che oltre ad aver garantito una salda deterrenza contro l’aggressione di USrael, costringendoli di fatto ad accontentarsi del bombardamento dei siti nucleari, ha spaventato e non poco le cancellerie europee, in particolare quella francese: come riporta oggi la testata francese Le Parisen citando fonti vicino all’Eliseo, il motivo della telefonata di ieri di oltre 2 ore tra Macron e Putin è quindi la preoccupazione del Presidente francese per lo sviluppo da parte dell’Iran di un’importante linea di missili balistici a lungo raggio, alcuni dei quali possono raggiungere un’altezza di oltre 100 km e minacciare parte del territorio francese, vettori che potrebbero potenzialmente essere equipaggiati anche con testate nucleari. Così, qualora l’Iran continuasse a rifiutare ulteriori ispezioni dell’AIEA al proprio programma nucleare e uscisse ufficialmente, come annunciato, dal trattato di non proliferazione nucleare, la Francia nei prossimi anni si vedrebbe potenzialmente a tiro di un attacco/risposta nucleare da parte dell’Iran; e per questo, agli occhi di Parigi, sono vitali le pressioni di Putin sui Pasdaran affinché il programma nucleare iraniano torni immediatamente sotto il controllo della “comunità internazionale”. Di questo e tanto altro – dallo stallo nelle trattative USA-Ue sui dazi a un nuovo accordo di mutua assistenza militare UK-Germania – parliamo in una nuova imperdibile edizione del non TG.










