Ora che classi dirigenti ci hanno trascinato fino alla sconfitta bellica, vogliono spingersi oltre: verso la catastrofe; la loro soluzione è più guerra e più militarismo all’esterno, più repressione e meno diritti all’intero. Plotoni di intellettuali e giornalisti in elmetto cercano il primo posto nelle trincee della guerra culturale per la mobilitazione degli spiriti, tracciare i confini del senso comune, indicare i nuovi nemici: i pacifisti, i critici, l’opposizione. Collaborazionisti, vigliacchi: questi gli epiteti che affibbiano; della democrazia non è rimasto neanche il simulacro nella putrefazione dell’ordoliberismo europeista che, da trent’anni, fa a pezzi, macinandolo, lo stato sociale, i diritti e la società stessa. Prima di superare il punto di non ritorno è necessario avere una chiara visione per opporsi al sistema guerra e mandarli #tuttiacasa. Ne parliamo con il professor Angelo D’Orsi, Paolo Ferrero, direttore di Su La Testa, e Alessandro Marescotti di Peacelink.










