L’ipocrisia dei cosiddetti europeisti per l’austerity, ora che, invece che in scuole, infrastrutture e ospedali, c’è da investire in armi, ha davvero qualcosa di straordinario. Per anni, con gridolini isterici del tipo “Pensiamo ai nostri figli”, la politica e i media mainstream ci avevano giurato che fare nuovo debito pubblico per puntare sulle assunzioni, sull’aumento della domanda interna e sui servizi sociali universali era assolutamente una cosa da irresponsabili e che le priorità dovevano essere le riforme per l’abbattimento immediato del debito: “Ma non ci pensate alle nuove generazioni?!” Adesso, invece, scopriamo che tutti principali Paesi europei avevano centinaia – e, in alcuni casi, migliaia – di miliardi a disposizione da poter investire e che le oligarchie al comando semplicemente non volevano usarli, in modo da incrementare i propri profitti risparmiando sui costi dei servizi per il 99%.
Ma per gli interessi imperiali della NATO in Europa orientale invece, fondamentali per l’architettura politico-economica che permette loro di continuare a governare e ad arricchirsi, i soldi ci sono eccome! Germania, Olanda, adesso la Danimarca; ieri, la premier danese Mette Frederiksen, a capo di un Paese che ha passato il tempo ad insultarci perché gli italiani erano pigri e spendaccioni, ha dichiarato: “Abbiamo avuto in passato un ruolo di primo piano nel gruppo dei quattro frugali e ora lo avremo in un altro gruppo, perché i tempi sono cambiati. Per me la cosa più importante è riarmare l’Europa ed è il mio punto di partenza e questa è la mia conclusione in tutte le discussioni”. Speriamo almeno che le nuove generazioni stiano finalmente capendo con chi hanno a che fare e non si facciano più prendere per il culo dal circo politico mediatico che ci ha governato negli ultimi 40 anni.










