
di Gabriele Germani
Bombardata, nelle ultime ore, una scuola che era diventata un rifugio: oltre dieci vittime, tra cui un bambino. Sono il 95% le strutture scolastiche colpite dall’inizio del conflitto, per lo più attualmente trasformate in rifugi. Il numero di morti sale drammaticamente: nella mattina di oggi sono state uccise oltre venti persone, perlopiù nella parte settentrionale della striscia di Gaza; sempre nella mattinata è arrivata la notizia che oltre 60.000 bambini in città presentano segni di malnutrizione, frutto del blocco dell’ingresso degli aiuti umanitari imposto nuovamente da Tel Aviv. Già nei mesi passati, le autorità internazionali avevano fatto pressione su Israele circa il non utilizzare la fame come strumento di guerra nei confronti dei civili palestinesi.
Nel mondo arabo prosegue lo sforzo diplomatico per giungere ad una tregua, così Hamas invia propri rappresentanti a Il Cairo per discutere il piano, mentre il Qatar fa sapere di voler lavorare ad una pace duratura.















