Lunedì nero per le borse europee dopo il tonfo dei mercati asiatici provocato dalla guerra commerciale scatenata da Trump, a cui Pechino ha risposto con tariffe di ritorsione; in picchiata il valore dei futures già a meno di un’ora dall’apertura della borsa: Milano perdeva il 5%, Francoforte il 4% e Parigi il 3%. Dopo l’apertura delle contrattazioni, la Borsa di Francoforte è crollata del 10%, mentre i principali indici azionari di Francia, Belgio, Austria, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia sono scesi di circa il 6%; l‘IBEX 35 spagnolo, il PSI portoghese, il PX della Repubblica Ceca e l’OMX di Danimarca e Finlandia sono scesi di oltre il 5%, l’ungherese BUMIX di oltre il 7%; mentre il FTSE 100 britannico ha registrato un calo di oltre il 4,5%. In Italia manda in tilt l’apertura a Piazza Affari, con il FTSE MIB giù del 7,6% a 32.050 punti: crollano i titoli bancari, con perdite sopra il 12% per BPer e Popolare Sondrio, dell’11% per MPS, del 10% per Banco BPM e UniCredit; inoltre Fineco perde l’8,7%, Mediolanum il 9,7%, Intesa il 9%.
I trader hanno risposto con una massiccia svendita di titoli azionari alla raffica di dazi adottati dalla Casa Bianca; l’incertezza ha contagiato i mercati globali, affossando le borse asiatiche in apertura: peggior risultato di Taiwan, dove il Taiex, l’indice ponderato della Borsa, è crollato del 9,8% all’apertura, poco dopo la ripresa delle contrattazioni dopo un lungo fine settimana. Record negativo per la Borsa di Hong Kong in avvio di seduta: l’indice Hang Seng perde oltre il 13%, registrando il peggior crollo dalla crisi del 1997; HSBC, la banca di Shangai e Hong Kong, segna un tonfo del 15,85%, mentre i colossi hi-tech cinesi Alibaba e Tencent perdono rispettivamente, il 9,72% e il 7,43%. La Borsa di Tokyo in apertura ha segnato una perdita del 7,4% per il tonfo dell’indice Nikkei, sceso a 31.255 punti, mentre il Topix è calato dell’8,14%; in forte calo anche le borse di Seul e di Sidney, che cedono attorno al 5%.
Donald Trump risponde con una battuta al crollo degli indici azionari: a volte bisogna prendere farmaci per risolvere i problemi; ma la cura Trump per riequilibrare la bilancia commerciale riducendo il deficit con l’estero e riportare negli Stati Uniti sarà efficace? Il presidente statunitense ne è certo: le tariffe sono l’unico modo per risolvere il problema del disavanzo commerciale; “Sono già in vigore e sono una cosa meravigliosa da vedere” scrive su Truth.










