Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei Paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. “Esiste una evidente incoerenza tra i condizionamenti di ogni genere – legislativi, sindacali, sociali – che vincolano l’attività produttiva reale nei vari settori (agricolo, industriale, di intermediazione commerciale) e la concreta licenza di espropriare l’altrui risparmio che esiste nei mercati finanziari”. Questo era Federico Caffè, uno dei pochi economisti mondiali di sempre che nei confronti della sua disciplina aveva fatto una specie di giuramento di Ippocrate: l’economia deve essere al servizio del popolo. Oppure non è. E di questo, esattamente, parla Una poltrona per due, il film del 1983 di uno dei registi più vicini a un vero pensiero di sinistra di tutta Hollywood (vedere, per esempio, la nostra puntata sui Blues Brothers, film anarco-socialista): John Landis.
La prima cosa da dire su Una poltrona per due è che è un film natalizio praticamente solo in Italia; lo fa notare Cinefacts. La rivista ricorda anche che quando il film uscì a giugno del 1983, appunto (e non a Natale), fu un enorme successo: incassò 90 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, quasi 300 milioni di dollari di oggi, preceduto solo dal Ritorno dello Jedi, Voglia di tenerezza e Flashdance. Un successo, per Landis, all’epoca secondo solo al suo Animal House e vero trampolino di lancio per Eddie Murphy, che aveva appena esordito in 48 ore. Da noi il film uscì al cinema a gennaio, ma senza sbancare il botteghino come in America; il vero botto iniziò a farlo quando fu trasmesso in Tv dal 1997 ed ebbe sempre uno share intorno al 13%, cioè intorno, ogni volta, ai 2 milioni di spettatori. Nel 2019 quasi uguale alla Santa Messa, superiore al Concerto di Natale e al Signore degli Anelli. Durante la pandemia gli spettatori furono addirittura 3 milioni. Nel 2021, su Italia Uno vinse la prima serata. Vediamo cosa farà quest’anno, alla luce di quello che ormai sappiamo un po’ tutti abbastanza bene sul potere immenso e criminale della finanza globale (soprattutto la trimurti Black Rock, Vanguard e State Street). E dopo l’impresa di Gaetano Bres.. Luigi Mangione contro il CEO della più importante assicurazione privata sanitaria statunitense.











