Mi è capitato di imbattermi in questo articolo, che in modo secondo me del tutto infondato, preannuncia un avvicinamento concreto tra Ottolina e M5S.
Lo voglio sottoporre ai commenti di Bettolina perché malgrado io non sia d’accordo con i contenuti, è argomentato. E una critica argomentata è cosa rara.
Meriterebbe secondo me una risposta da Ottolina
Il suicidio di Ottolina, tra populismo, nichilismo e decadenza occidentale












Grazie per averlo segnalato! Sull’analisi iniziale sui limiti del populismo, che evidenzia la sua verosimile degenerazione, sono essenzialmente d’accordo. C’è il problema che il “cesarismo” è più facile da costruire, e non solo nel senso di “pigrizia politica”, ma anche perché sembra il passaggio logico più probabile a partire da una situazione di disillusione, e perché può anche innescarsi spontaneamente appena compare “la personalità giusta”. Al momento mi sembra che l’autoironia di Ottolina sia utile a evitare quest’ultima dinamica, ma conta anche il fatto che la sua visibilità rimane relativamente modesta, e c’è una divisione nel “mondo del dissenso” che evita si crei una massa critica.
Sul seguito mi sembra di capire che, secondo l’autore, non è chiaro il confine tra autoironia e nichilismo, ed è un tema sensato da porsi, su cui non saprei argomentare. Dico solo che avrei un approccio più nichilista dell’Ottoliner medio, ma fortunatamente non dirigo media né partiti 🙂
Grazie per questo commento!
Credo che una politica nuova abbia bisogno anche di un nuovo linguaggio e di frequenze umorali più solari..
L’ autoironia, le feste, i momenti conviviali, mi sembrano una buona risposta al clima disperato che regna nel paese,
e poi ci sono i giovani rassegnati, il realismo capitalista di Mark Fisher..
Si tratta indubbiamente di un sistema che governa grazie alle basse frequenze. Paura, rabbia, rassegnazione, tristezza..
Tutto ciò che invece viaggia su frequenze diverse da quelle delle passioni tristi è già di per sé in opposizione alla cultura dominante.
Di fatto una persona in preda alla rabbia o alla disperazione non ragiona in modo lucido, e noi abbiamo bisogno di persone lucide,
dunque non si tratta più solo e soltanto di un discorso di lotta di classe,
bensì anche di una lotta tra classi di umanità
A me pare che a sinistra la preoccupazione sia uscire dal 1,1%. Comunque Ottolina non è un media di partito o del movimento 5 stelle, questo interessa sapere. Se ad una sinistra incapace di mettè assieme 4 cocci rotti da 30 anni sta cosa non piace, non penso sia una preoccupazione della redazione.
Ben detto
Articolo interessante, ma nell’ultimo paragrafo mi pare che auspichi quello che in realtà già fa multipopolare sui territori…”Bisogna ricostruire delle comunità anche a partire da contesti minimi ed elementari. Senza trascurare la necessità di disporre dei propri spazi, nel senso fisico, constatato che la dimensione virtuale di internet non può sostituirli (questione che meriterebbe una discussione a parte). ”
Che ne pesate?
Penso che davvero l’ azione politica fondamentale del prossimo decennio sia quella di costruire relazioni reali sui territori, per non lasciare da sole le persone