Cosa c’entra 1984 di Orwell con Arturo Labriola, Pablo Neruda e Massimo Troisi? Oggi vorrei spiegare perché Troisi era un gigante, anche politicamente: se è vero che la politica o è al servizio dei subalterni, degli ultimi, dei maltrattati (come li chiama Neruda), o non ce ne facciamo nulla; o è il tentativo di capirne le ragioni, o è una rubrica di Gramellini; o viene dal popolo, o non è. La politica quindi non è dire i maltrattati hanno votato a destra quindi sono una massa di ignoranti, signora mia, ma chiedersi: in cosa non li abbiamo ascoltati? Dove abbiamo noi sbagliato? Perché non abbiamo risolto i loro problemi? Troisi era un gigante, dicevo, e lo voglio dimostrare analizzando il suo ultimo film, Il postino, che ha co-diretto con Michael Redford (il regista di 1984, tratto dal romanzo distopico di Orwell); un film, Il postino, che Troisi ha co-sceneggiato con un altro gigante come Furio Scarpelli, sulla base del romanzo dell’autore cileno Antonio Skàrmeta dal titolo Il postino di Neruda. Un film che Troisi girò letteralmente fino alla morte. E chi non vede il video intero è Gramellini.









