Due giorni fa, i giornali lanciavano questa bomba: Tensione su Kaliningrad, Mosca minaccia l’uso dell’atomica; Putin: pronti a usare i missili nucleari contro la NATO. Porca puttana, avranno pensato gli ingenui lettori di questi autorevoli quotidiani: Putin, allora, è davvero il mostro che tutti dipingono! Peccato che fosse l’ennesima fake news: Putin non aveva affatto minacciato la NATO; era successo esattamente il contrario. Il 30 settembre, Mosca aveva scritto alla NATO di essere pronta a usare tutto il proprio arsenale militare, incluse le bombe atomiche; ma per fare cosa? Per difendere la regione di Kaliningrad – e, cioè, l’exclave russa che si trova tra Lituania, Polonia e Mar Baltico e che appartiene alla Russia in base agli accordi di Potsdam del 1945: dal 1991, con il crollo dell’URSS e l’indipendenza delle Repubbliche baltiche, Kaliningrad si è ritrovata letteralmente isolata dal resto della Russia; negli anni Duemila, la NATO ha poi inglobato anche Estonia, Lettonia e Lituania e, con la guerra in Ucraina, la situazione si è fatta sempre più tesa, fino a quest’anno, quando sembra essere partita una vera e propria offensiva della NATO per riprendersi l’exclave. Il 19 maggio, il ministro degli Esteri lituano, Budrys, dichiara: “Dobbiamo dimostrare ai russi che possiamo penetrare la piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La NATO ha i mezzi necessari per distruggere le basi russe nell’exclave”; il 18 agosto, la NATO avvia un’esercitazione militare di quattro giorni intorno a Kaliningrad simulando un assedio, e non finisce qui. Il 15 settembre, il ministro degli Esteri estone Tsahkna dichiara: “Potremmo semplicemente occupare Kaliningrad” e, il 22 settembre, il Parlamento lituano modifica la Costituzione per rimuovere il divieto di installare sul proprio territorio basi militari straniere e armi di distruzione di massa; ed è solo a questo punto che la Russia ha voluto ricordare ai pacifici – e, ricordiamolo, sempre e comunque vittime – Paesi NATO che Mosca difenderebbe la regione come farebbe con qualsiasi altra parte del proprio territorio. Ma, di tutto questo, sui giornali non c’è traccia, e la notizia è diventata Putin minaccia la NATO con l’atomica; ricordatevelo: quando l’Italia entrerà in guerra, questi saranno gli stessi giornali che vi diranno che è solo per legittima difesa e che, in fondo, se verrete spediti in trincea, potrete farlo con il sorriso, perché sarà solo per il vostro bene. Ma con il generale e analista Maurizio Boni oggi non parleremo soltanto della situazione a Kaliningrad; sono giorni di particolare tensione, che non ci lasciano esattamente tranquilli: la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato ieri che le fabbriche europee che producono armi per l’Ucraina rappresentano obiettivi militari legittimi e potenziali per la Russia. Putin ha parlato al Valdai Club e, nel frattempo, nasce la NATO di Bergen, una NATO composta dai Paesi oggi più vicini agli Stati Uniti, che potrebbe forse puntare a escludere (e punire) quelli meno allineati.









