Questa è la storia vera del perché paghiamo tanto l’energia, perché siamo una colonia e perché, dopo essere stati la quinta potenza industriale, oggi siamo in fondo a tutte le classifiche; questa è la storia di chi ha provato a restituirci sovranità e, per questo, è stato ammazzato, ma, soprattutto, da chi è stato ammazzato (spoiler: dite “sovranità” a un antropologicamente piddino e lo vedrete cadere in terra in preda a convulsioni). La vicenda di Enrico Mattei, presidente dell’ENI dal 1953, è macchiata di sangue, bombe, attentati e misteri; ovviamente, se n’è occupato anche il cinema con due prodotti molto diversi tra loro in qualità e intenzioni: Il caso Mattei e L’uomo che guardava al futuro (la differenza si capisce già dai manifesti, non so se mi spiego, ma la vedremo nel dettaglio più avanti). Come dicono Amoroso e Perrone nel loro libro Capitalismo predatore del 2014, Mattei – che fu ucciso in un attentato nel 1962 – “non si comportò come Romano Prodi, al quale sarà affidato qualche decennio dopo il compito di liquidare l’IRI, cosa che farà conquistandosi benemerenze che lo porteranno alla presidenza del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea”, e se lo dicono Amoroso e Perrone chi sono io per smentirli? E chi non guarda il video intero su YouTube è un antropologicamente piddino.









