video a cura di Davide Martinotti
Il 26 giugno 2026 alle 17.55, un aereo ultraleggero si è schiantato contro la CITIC Tower, il grattacielo più alto di Pechino e sede di uno dei più importanti conglomerati statali della Cina: il pilota è morto e tredici persone sono rimaste ferite; poche ore dopo, foto, video e discussioni sull’accaduto erano già scomparsi dall’internet cinese. Chi era il pilota? Perché ha cambiato improvvisamente rotta? Come ha fatto un piccolo velivolo a raggiungere il cuore della capitale attraversando uno degli spazi aerei più sorvegliati al mondo senza essere intercettato? E perché proprio quel grattacielo? Per cercare di rispondere a queste domande, dobbiamo andare oltre la cronaca dell’incidente: dobbiamo parlare di 献忠, una parola che oggi in Cina è censurata; di una serie di attacchi che, negli ultimi anni, hanno colpito il Paese e che raramente vengono raccontati; di un sistema di difesa progettato per intercettare missili e caccia, ma che potrebbe rivelarsi vulnerabile davanti a un semplice monomotore; e di un modello di gestione dell’informazione in cui, di fronte agli episodi più delicati, il silenzio diventa spesso parte della notizia stessa.











