Pina Picierno lascia il PD e con lei se ne va un’intera idea di Europa civile, democratica e rigorosamente centrista; tra i dem è già lutto diffuso, mentre il vasto mondo del centro si mobilita: renziani, calendiani e moderati di ogni sfumatura sono pronti a contendersela. La corsa all’eredità politica è ufficialmente aperta. Ma ci sono anche notizie secondarie: l’Iran spacca Washington. Con un voto a sorpresa, la Camera limita i poteri di guerra di Donald Trump contro Teheran: bastano sette voti di scarto e quattro repubblicani ribelli per trasformare la guerra in un caso costituzionale; sullo sfondo, una tregua sempre più fragile, bombardamenti che continuano e una Casa Bianca che fatica a spiegare se il conflitto sia davvero finito oppure no. In Albania esplode la rabbia contro il maxi resort da 1,6 miliardi di dollari promosso da Jared Kushner: per il terzo giorno consecutivo proteste e scontri con la polizia, mentre emergono i legami tra il progetto, i fondi sovrani del Golfo, la rete costruita dagli Accordi di Abramo e modifiche legislative finite nel mirino della magistratura. Per i manifestanti non è solo turismo: è un’operazione geopolitica e finanziaria di portata internazionale. E poi la Russia: nella notte di apertura del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, la cosiddetta Davos russa, droni ucraini hanno colpito l’area della città e di Kronstadt, sede strategica della flotta del Baltico; aeroporti rallentati, disservizi alla rete mobile e obiettivi sensibili sotto attacco, mentre la Federazione si prepara ad accogliere delegazioni da 130 Paesi, Vladimir Putin e il vicepresidente cinese, un segnale che va ben oltre il semplice valore militare dell’operazione.










