Trump annuncia l’invio di altri 5.000 soldati americani in Polonia, gettando benzina sul fuoco del fronte caldo dell’Europa orientale; intanto, dietro il rinvio della guerra all’Iran, starebbero emergendo problemi molto più seri del previsto: diversi siti missilistici iraniani sotterranei avrebbero resistito ai bombardamenti statunitensi e alcune infrastrutture sarebbero già tornate operative. Anche Israele inizia ad ammettere i danni interni: immagini satellitari pubblicate da Ynet mostrerebbero basi militari colpite durante l’ultimo scontro con Iran e Hezbollah; nel frattempo, Reuters rivela che Khamenei avrebbe ordinato di non trasferire all’estero lo stock di uranio arricchito iraniano, irrigidendo ulteriormente i negoziati con Washington. Sullo sfondo, cresce la paura di una crisi energetica globale: l’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte che l’estate 2026 potrebbe entrare nella zona rossa del petrolio se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto.















