Nei primi tre mesi del 2024, le 5 principali banche italiane avevano registrato oltre 6 miliardi di profitti; nel 2025, quasi 7. Visto che tutto il resto dell’economia va di merda e che il governo non fa che continuare a tagliare continuamente la spesa sociale, si pensava fosse il caso di tassarli; e, invece, sono esplosi: nei primi 3 mesi del 2026, hanno registrato un altro bel +10% abbondante – 7.5 miliardi, mezza finanziaria. E non è tutto: l’80% di questi utili, infatti, è concentrato in soli due istituti, Intesa e Unicredit, che, dal marzo 2022 (l’inizio della guerra mondiale a pezzi contro il Nuovo Ordine Multipolare), hanno guadagnato in borsa rispettivamente il 200 e, addirittura, poco meno del 700%. E indovinate un po’ chi è che c’ha guadagnato di più? I principali azionisti di Unicredit sono BlackRock e Capital Research: il primo azionista non istituzionale di Intesa (escluse, quindi, Fondazione San Paolo e Cariplo) è BlackRock; sommando aumento del valore delle azioni e dividendi, fatto 100 l’investimento di BlackRock in queste due banche nel 2022, oggi, al netto dell’inflazione, se ne ritrovano 555. Tradotto in termini reali: dai 3 miliardi investiti nel 2022, oggi se ne ritrovano 15,8 che, depurati dall’inflazione, diventano poco meno di 14. Insomma: investendo 3 miliardi, in poco più di 4 anni hanno incassato poco meno di 11 miliardi; per fare un confronto, nel 2023 lo Stato italiano per il reddito di cittadinanza ha speso meno di 7 miliardi.















