Negli ultimi giorni, l’agenda delle classi dirigenti dei Paesi europei più reazionari (e, cioè, quasi tutti) è stata fitta che più fitta non si può: un bilaterale a villa Pamphili, lo European industry summit ad Anversa, una plenaria a Strasburgo, un summit straordinario nel castello di Alden Biesen; e pure l’ormai immancabile conferenza sulla sicurezza di Monaco. D’altronde, non c’è tempo da perdere: le élite europee sono nel panico; Forrest Trump sta distruggendo i pilastri del capitalismo finanziario moderno e all’Europa tocca provare a salvarlo. E tra mini-Eurobond e riarmo, Meloni e Merz vorrebbero far pagare il conto agli italiani.










