Ci sono tantissime cose che non tornano nell’attacco statunitense alla petroliera battente bandiera russa avvenuto ieri in acque internazionali: secondo diversi analisti, stiamo parlando della più grave crisi diretta tra Russia e Stati Uniti da Berlino 1961 e dalla crisi missilistica di Cuba; e, quindi, diventa difficile pensare che due superpotenze rischino di far scoppiare una guerra e mobilitino sottomarini nucleari per un’imbarcazione arrugginita e – a quanto affermato ufficialmente – vuota. Per questo, c’è già chi, come Osint Intuite, parla di un presunto carico segreto che la petroliera marinera avrebbe trasportato: non petrolio, ma armi, tecnologie o uomini sui quali gli Stati Uniti volevano mettere le mani; negli scorsi giorni, poi, sono arrivate notizie di bombardamenti russi su aziende americane in Ucraina e di nuove sanzioni che il regime di Washington sarebbe pronto a mettere su Mosca. E se ci metti dentro anche l’attacco ad un alleato russo come il Venezuela, tutto fa pensare non solo che i rapporti tra Trump e Putin potrebbero essersi definitivamente rotti, ma che la terza guerra mondiale a pezzi sembra essere davvero passata al livello successivo.















