Fermi tutti! Fermi tutti! E’Β in arrivo un altro bastione carico di Maalox! Dopo la stangate sulle banche, Giorgiona, la patriota paladina del popolo italico, ha deciso di non guardare in faccia a nessuno e di menare pure le imprese; una specie di boccolosa Robin Hood che non fa sconti ai poteri forti e, grazie al suo carisma e alla sua credibilitΓ , ha la forza per chiedere i sacrifici necessari a quei poteri forti che pensavamo intoccabili. SΓ¬, lo so: fa ridere, ma vi prometto che se tornerete a vedere i commenti a questo video nei prossimi giorni, ne troverete diversi convinti di questa puttanata. Di sicuro, ne sono convinti i giornali – anche quando i giornalisti non lo sono per niente; Γ¨ quello che Γ¨ successo al Sole 24 Ore, vi ricorderete: la scorsa settimana, i giornalisti del Sole, che non hanno fama di essere esattamente degli anarcoinsurrezionalisti, hanno proclamato uno sciopero addirittura di 5 giorni, senza precedenti. Il motivo? La proprietΓ non aveva trovato nessuno in redazione disposto a trasformarsi completamente in uno zerbino e fare unβintervista alla Meloni sulla legge di bilancio che non sollevasse nemmeno lβombra di mezza critica; per farla, si sono dovuti rivolgere a un esterno – questo esterno: Maria Latella, la personificazione stessa di quel giornalismo da cortile tutto gossip e relazioni salottiere che ha trasformato lβintera categoria in una barzelletta. Dβaltronde, per difendere questa manovra di bilancio ci vuole tanta, tanta fantasia, che i giornalisti spesso non hanno; ci vuole gente di spettacolo. AΒ costo di essere noiosi e di non piacere alla gente che piace, oggi invece torniamo a discutere col nostro Alessandro Volpi del perchΓ© questa manovra di bilancio Γ¨ una schifezza irricevibile e di cosa dovremmo fare per rispedirla al mittente.
E qui serve un piccolo inciso for dummies: con fiscal drag, che tradotto in italiano significa effetto drenaggio fiscale, si intende lβaumento delle entrate nelle casse dello Stato, senza che perΓ² siano state aumentate le aliquote. E’ molto semplice. Prendiamo il caso specifico dellβItalia: in Italia, fino a 28 mila di reddito lβaliquota IRPEF Γ¨ del 23%; da 28 mila a 50 mila Γ¨ del 35, con lβidea di ridurla, appunto, al 33. Ora, fai conto che il tuo reddito, nel 2024, sia di 27.000 euro: nel 2025, dopo 3 anni che perdi potere dβacquisto per lβinflazione che galoppa, ricevi un bellβadeguamento salariale che ti permette di recuperare qualcosina – diciamo un bel +10%; in termini reali, continuerai a guadagnare meno di 3 anni fa, come la stragrande maggioranza degli italiani, perΓ² Γ¨ un bellβaiutino. Inviti qualche amico a cena, compri le scarpe nuove al bimbo e poi, perΓ², te ne penti: ora, infatti, hai un reddito di 29.700 euro, ma sui 1700 euro che superano la soglia dei 28.000 euro, non ci paghi piΓΉ il 23%, come un tempo, ma il 35; non solo il tuo aumento non Γ¨ stato sufficiente a recuperare il potere dβacquisto perduto, ma una bella fetta di quellβaumento irrisorio se la pappa lo Stato.
In molti Paesi – dalla Finlandia alla Francia, passando per il Canada e gli USA, e molti altri ancora – si fa una cosa molto semplice e intuitiva: gli scaglioni sono indicizzati; significa che se, per fare un esempio, nel 2024 lβaumento dellβaliquota partiva da 28.000 euro, se nel frattempo cβΓ¨ stata unβinflazione del 5%, nel 2025 lo scatto dellβaliquota parte da 29.400, cioΓ¨ dallo stesso valore reale. In Italia, invece – te guarda a volte il caso – no, e indovinate chi Γ¨ che paga? I parassiti dei salotti romani? Le banche? I Benetton? Ovviamente no; pagano gli sfigati: lavoratori dipendenti e pensionati, e piΓΉ poveri sono, e piΓΉ in percentuale pagano. E non Γ¨ finita: grazie alle precedenti riforme del governo Meloni, il costo del fiscal drag si Γ¨ spostato ancora di piΓΉ verso i redditi piΓΉ bassi; quindi 50 miliardi, in gran parte letteralmente rubati ai redditi piΓΉ bassi per fare i soliti favori a quelli piΓΉ alti (e qui ridΓ² la parola al buon Alessandro Volpi perchΓ©, sennΓ², mi metto a bestemmiare, e non Γ¨ bello).
In perfetta continuitΓ con i governi precedenti, con il Governo del popolo lβItalia della madre cristiana si conferma uno dei Paesi piΓΉ ferocemente classisti del mondo che, una volta, si definiva sviluppato; con la complicitΓ del circo mediatico, la nostra Giorgiona Γ¨ una Forrest Trump che ce lβha fatta: come Forrest Trump, Γ¨ una maestra nellβutilizzo delle armi di distrazione di massa in grado di convincere una fetta sufficientemente consistente di strati popolari che la loro miseria Γ¨ colpa dei pochi che sono piΓΉ sfigati di loro, delle zecche rosse, della teoria del gender e di quella green, e non del governo e dei suoi amici che li derubano. Ma, a differenza di Trump, allo stesso tempo Γ¨ bravissima a dare a tutti i poteri forti esattamente quello che vogliono – dalle banche ai prenditori di Confindustria – che sanno che, anche nel declino generale, la fetta di torta che gli spetterΓ , almeno in proporzione, sarΓ sempre piΓΉ grande. IΒ cavalieri serventi del grande capitale avrebbero tanto da imparare dalla nostra Giorgia: altro che Macron! Altro che Carletto Cacarellando Calenda! Tutti gli altri, invece, dovrebbero tirarsi su le maniche, rimettersi a studiare e provare a mandarla a casa a partire dalle cose che contano, e non dalle trappole che tende ai serrapiattisti benpensanti; per farlo, servono tante cose, ma di sicuro servirebbe come il pane un vero e proprio media indipendente, ma di parte, in grado di stare, a lei e a tutti quelli come lei, col fiato sul collo come si deve. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ Paolo Mieli















