E’ finita un’epoca: con la scalata di MPS a Mediobanca si mette fine alla storia dell’unica vera banca d’affari italiana, la cabina di regia del capitalismo italiano per gran parte del secondo dopoguerra; è l’ultimo clamoroso colpo di scena di una lunga guerra in corso da anni per ridisegnare completamente l’organigramma del capitalismo italiano, e non solo. Che questa faida sia partita dalla lotta per l’acquisizione del controllo delle banche, non dovrebbe stupire: nell’ambito di un’economia produttiva decotta e priva di aspettative, le banche (insieme alla speculazione edilizia che ha portato alla nuova Mani Pulite milanese) sono l’unica vera gallina dalle uova d’oro del capitalismo italiano; una rendita garantita che, per essere perpetrata, necessita di un ulteriore processo di consolidamento che, ovviamente, va contro ogni criterio di stimolo della concorrenza e di lotta ai monopoli, del quale, però, a Bruxelles e a Francoforte si sono dimenticati. Per affrontare questa fase di trasformazione del Sistema Mondo, l’Europa ha bisogno dei suoi campioni, a prescindere dai costi che comporta per i normali cittadini; e la concentrazione delle banche è un importante punto di partenza. E il bello è che lo fanno coi soldi nostri: con questa operazione, i signori del capitalismo italiano – a partire da Delfin, degli eredi Del Vecchio, passando per Caltagirone – hanno già guadagnato cifre stellari e si assicurano la migliore rendita che il sistema Italia possa garantire; e lo possono fare grazie alla potenza di fuoco di MPS.
Peccato che MPS, appunto, sia stata risanata coi soldi nostri: oltre 5 miliardi che, nel 2017, hanno salvato la banca dal collasso e che oggi si intascano i soliti noti, non solo senza che i contribuenti ricevano niente in cambio, ma addirittura per ritrovarsi stritolati in un mercato del credito più concentrato e meno competitivo. Se ce lo chiedevano, probabilmente avremmo deciso di spenderli diversamente… E non è ancora finita: l’operazione, infatti – e, in generale, il processo di concentrazione – oltre a riempire le tasche a quel che rimane dei capitalismi parassitari continentali europei, accelera il passaggio di consegne del potere europeo nelle mani dei grandi fondi; i nuovi colossi bancari, infatti, da un lato garantiranno la rendita ai soliti noti, ma, dall’altro, consegneranno ai grandi fondi, che di queste banche sono azionisti di peso, il monopolio della gestione dei risparmi europei, risparmi che oggi sono l’unica possibilità che Paesi ultra indebitati hanno di finanziare la gigantesca massa di debito che si trovano sul groppone. Risultato: a decidere se un governo inglese, piuttosto che italiano, arriveranno a mangiare il panettone o meno, saranno sempre di più i fondi, in base a quanto quel governo si è mostrato accomodante nei confronti dei loro interessi; una logica che, come sappiamo, è in corso da decenni, ma che oggi sta subendo un’accelerazione senza precedenti e contro la quale c’è già, come in Francia, chi è in piazza per bloccare tutto. E tu, da che parte stai? Ne abbiamo parlato con il nostro amatissimo Alessandro Volpi nella nuova, imperdibile puntata di Pane e Volpi.
















Un’ottima ragione per andarsene da MPS. Soprattutto dopo averla salvata coi nostri soldi, oggi sarebbe opportuno un vaffa….o !