L’impero colpisce ancora: ieri, nella sera italiana, l’ufficio stampa di Netanyahu ha reso nota la scelta di annettere Gaza. L’IDF controlla già il 75% della Striscia, la popolazione è affamata e sotto le bombe, ma Tel Aviv sembra pensare che, fino ad adesso, abbiamo scherzato. Al genocidio non c’è fine; pur di salvare l’imperialismo, sono disposti a tutto: bombardare l’Iran, fomentare jihadisti in Siria, armare i drusi, bombardare Libano e Yemen, non rispettare accordi, minacciare Iraq e Turchia, ricattare Egitto e Giordania e schiacciare la popolazione di Gaza e Cisgiordania. Il problema sconfina oltremare e persino a Cipro iniziano ad allarmarsi, visti gli ampi acquisti israeliani sull’isola: l’idea di essere i prossimi ad esser stati promessi da qualche divinità su qualche libro di 3000 anni spaventa la popolazione locale. Intanto la gente reale, il 99%, assiste sconvolto al tracollo delle certezze anche nell’Occidente collettivo: il compromesso sociale che ha assicurato decenni di benessere è morto e sepolto dal predominio incontrastato neoliberista; la coperta della rapina e del furto coloniale si stringe: siamo al bivio tra benessere statunitense vs benessere europeo, e indovinate un po’ chi prevale? Le classi dirigenti europee chinano la testa e sacrificano la propria economia ai desiderata della Casa Bianca: l’impero in crisi divora i suoi alleati e, dopo l’Ue, è la volta di India e Brasile. Siamo però sicuri che, questa volta, la resistenza sarà un po’ più decisa rispetto ai cuor di leone di Bruxelles.










