Se critichi la NATO o l’Unione europea rischi di finire nel mirino dei servizi segreti: in Germania la svolta autoritaria sembra fare un altro passo avanti; come riporta la Berliner Zeitung, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha presentato una riforma che consentirebbe ai servizi segreti di intervenire contro giornalisti e media ritenuti un pericolo per “l’ordine libero e democratico”, per la sicurezza dello Stato, dell’Unione europea o della NATO. E come potrebbero intervenire? Interrompendo comunicazioni, cancellando dati e persino diffondendo disinformazione contro i soggetti presi di mira; il problema è che concetti come ordine democratico o sicurezza dello Stato sono talmente vaghi da poter essere interpretati in modo molto ampio: per questo, una parte della stampa tedesca è in allarme. Il giornalista Norbert Häring è durissimo: “Con questa legge si usano i metodi dei servizi segreti contro chi fa giornalismo o politica non graditi al potere. Così si distrugge proprio l’ordine democratico che si dice di voler difendere”. Secondo Häring, non è nemmeno un caso che il progetto sia stato pubblicato all’inizio delle vacanze estive e durante i Mondiali di calcio: l’obiettivo sarebbe far approvare la riforma il 13 agosto con il minimo dell’attenzione pubblica. Ma questa non è l’unica notizia importante che arriva dalla Germania: mentre il consenso di Merz cala e l’economia continua a rallentare, a Baku si è svolto un incontro riservato tra importanti esponenti tedeschi e russi; che cosa significa? E cosa sta cambiando davvero in Germania? Ne abbiamo parlato con Claudio Celani, giornalista di EIR e dello Schiller Institute.















