C’è un’enorme contraddizione nei discorsi di Vannacci: da una parte, parla di immigrazione incontrollata e di remigrazione; dall’altra, si vanta della sua carriera militare e rivendica le sue operazioni in Afghanistan, Iraq, Libia e Yemen. Peccato che siano state proprio quelle guerre, scatenate dagli Stati Uniti e alle quali i governi italiani si sono accodati, ad aver causato il più grande numero di sfollati e la più grande ondata migratoria dalla seconda guerra mondiale. Guardiamo i numeri riportati dalla Brown University:
- Iraq: 9,2 milioni di sfollati;
- Afghanistan: 5,9 milioni;
- Yemen: 4,4 milioni;
- Siria: addirittura 13,5 milioni.
Se Vannacci fosse davvero coraggioso come finge di essere, allora dovrebbe ammettere che le guerre alle quali ha preso parte non hanno affatto servito l’Italia, come sostiene, ma sono alla radice di quel problema che ora vorrebbe risolvere; ma Vannacci si guarda bene dal farlo: attacca i disperati che arrivano con i barconi e non gli Stati Uniti perché, come tutti quelli della sua razza politica e come tutti i finti sovranisti che abbiamo conosciuto in questi anni, è forte con i deboli e debole con i forti, e adesso, con tutta questa retorica sulla sicurezza e sulla difesa dei confini, vorrebbe risolvere i problemi che lui e i suoi amici suprematisti e guerrafondai hanno contribuito a creare. Ma oggi non vogliamo limitarci a parlare di queste contraddizioni; vogliamo andare molto, molto più in profondità e ci chiediamo: chi è davvero il generale Vannacci? E, soprattutto, che cosa rappresenta? Secondo David Colantoni, fresco di pubblicazione del suo nuovo libro Teoria della classe armata. L’età del potere militare, un testo con introduzioni di Jeffrey Sachs, Oliver Stone e Luciano Canfora – che, secondo alcuni, potrebbe lasciare un segno importante nel dibattito delle scienze sociali – Vannacci è un vero e proprio rappresentante della nuova classe dominante in Occidente: la classe armata; la sua ascesa sarebbe determinante non solo per comprendere la carriera del Generale, ma anche per analizzare in modo più profondo e sistematico la fase storica che stiamo attraversando e individuare quello che l’autore considera il principale avversario politico del nostro tempo.
















Assistiamo al revival fascista per le strade della ex Italia con slogan contro l ‘immigrazione clandestina che il generale Vannacci pronuncia in continuazione. Popolo fascista che non protesta contro le guerre USA Nato che producono morte e distruzione e che generano disperati che scappano dai loro paesi per sopravvivere, come facevano noi nel 1968 contro la guerra americana in Vietnam. Protestano per i poveri a favore dei signori della guerra. Immigrati bruciati vivi per aver chiesto condizioni di vita migliori sono invisibili.
Vannacci fiero sostenitore delle politiche sionisti degli Stati Uniti e della Nato si unirà alla destra di Meloni per vincere le elezioni del 2027
Ciao, grazie per avere condiviso con tutti noi questa precisa e attenta analisi di quanto stia succedendo nel nostro paese senza che lo si percepisca chiaramente. Le tue osservazioni sono una proiezione puntuale della realtà, purtroppo per noi. Unica sola piccola osservazione di carattere storico: Col Moschin è una località nota per la Grande Guerra, non l’abbreviazione di colonnello. Imprecisione che premia il tuo animo sinceramente non belligerante. Grazie ancora.