Da quando in Europa abbiamo inaugurato l’Età dei Lumi, ci siamo convinti di aver chiuso i conti con il pensiero magico: basta re che consultano gli astri, basta imperatori che osservano il volo degli uccelli prima di decidere se una guerra sia gradita agli dèi, basta generali che, prima di invadere un Paese, chiedono un parere alle viscere di un capretto; mica siamo in Birmania, dove hanno deciso di cambiare il lato di guida dopo essersi consultati con un numerologo, o in Sri Lanka, dove, nel 2015, hanno anticipato le elezioni dietro consiglio di un astrologo (per poi perderle comunque). D’altronde, come affermò poi lo stesso astrologo, “Anche Nostradamus sbagliava”; noi, invece, siamo moderni: abbiamo i dati, la scienza. Ma cosa pensereste se vi dicessi che anche i nostri governanti, ogni giorno, prima di decidere quanta sanità tagliare, quanta scuola sacrificare, quanti salari comprimere, quanta disoccupazione considerare necessaria, si affidano a una casta di stregoni?
















Molto interessante! Grazie mille. Sono una economista argentina facendo il mio dottoratto a Unipi. Come sudamericana, nonostante la economia viene isegnata fundamentalmente con la solita supremacia della scuola neoclasica, marginalista, etcc; ma il fatto di essere dal sud globale quelli assumptions suonano ancora più stranne, ancora più lontane alla relta, quindi la economia eterodossa ha un po piu di spazio. Però, totalmente d’accordo, fino a che non ritorniamo a fare le domande ffilosofiche dietro igni modelo che usiamo… queste sistema incesancemente avrà queste ciclo di crisi che ogni volta fa crescerre ancora più la disigualanza. Vabbè, speriamo cambie, sennò ancora ci sarano quelli patetici economisti in telivisione, o peggio, nel governo (alla Javier Milei), inventandoci cosi che sembrano vero, ma io come la Robinson, ho studiato economia per non lasciarme be fooled by economists.