Dopo essere sceso, per qualche ora, sotto la fatidica soglia del 4%, con l’inizio dell’aggressione di Washington e Tel Aviv contro Teheran e la prova di resistenza dell’Iran dei giorni successivi, gli interessi sul gigantesco debito federale USA sono tornati a crescere rapidamente; e, di questo passo, potrebbero arrivare a imporre sulla Casa Bianca, nel 2026, una fatturina da oltre 1500 miliardi di dollari. Un costo necessario: con la guerra per procura in Ucraina, gli USA hanno dato una mazzata mortale all’economia del competitor europeo; ma non è bastato perché, nel frattempo, anche l’economia reale USA non faceva che continuare a indebolirsi e stava in piedi solo grazie a debito e finanziarizzazione. Ed ecco che dalle capitali europee si sono fatti addirittura avanti appelli alla fantomatica autonomia strategica; ed ecco che arriva in soccorso una bella guerra di aggressione su grande scala in Medio Oriente, che è destinata a riportarci all’età della pietra. A partire dall’Italia che importa il 70% del suo fabbisogno energetico in gran parte – che, guarda caso, arrivava proprio dalla Russia e da quello stretto di Hormuz che ora, per la prima volta da fine anni ‘70, è completamente bloccato. Ma perché i patrioti italiani continuano, anche a questo giro, a ricoprire il ruolo di scemi del villaggio? Ne abbiamo parlato con Alessandro Volpi.











Grande MARRU aderisco continua cosi che io ci sono, Saluti Graziano adesso investo