Torniamo sul caso Epstein: dopo aver ripercorso la pista emiratina, quella israeliana, quella ucraina e quella delle monarchie europee oggi tocca all’Italia, e tieniti forte perchΓ© la situazione Γ¨ peggiore di quello che credi. Il filo porta dritto al cuore della grande finanza nazionale, a quella dinastia che da un secolo rappresenta industria, capitale, relazioni e influenza internazionale: il sistema Agnelli-Elkann; nel 2010, due anni dopo la prima condanna per sfruttamento sessuale di minori, Epstein scrive al politico britannico Peter MandelsonΒ dicendogli che un certo Teodorani si trova con lui nel ranch del New Mexico, la proprietΓ di Zorro, quella dove sarebbero sepolti i corpi di due ragazze vittime di abusi sessuali. Si trattava di un soggiorno privato; quando Mandelson chiede chi sia questo Teodorani, Epstein risponde sintetico: βAgnelli, Ferrari, FIATβ.
Eβ Eduardo Teodorani Fabbri, manager di peso con incarichi in Exor, FIAT, Cnh e New Holland, uno dei contatti europei piΓΉ stretti del finanziere; per Epstein, quel nome significava accesso a uno dei centri finanziari europei piΓΉ importanti. Le comunicazioni tra lui e Teodorani non sono affatto sporadiche: si scrivono con tono intimo, Eduardo appare quasi servile, chiama Epstein βmasterβ; discutono di incontri, di relazioni personali, di pranzi con membri delle Γ©lite economiche internazionali come lβimprenditore britannico Mark Getty. Sempre nel 2011, un collaboratore del principe Andrea racconta al finanziere di dover incontrare a Hong Kong Eduardo, lβuomo che sta costruendo la piattaforma asiatica per la famiglia Agnelli lavorando per John Elkann; questo significa che Epstein veniva aggiornato sui progetti globali del gruppo industriale italiano, compresi i movimenti strategici in Asia. Nel 2012, compare un invito esplicito a Teodorani per andare alla Little Saint James, lβisola caraibica di Epstein dove avvenivano abusi sistematici su minori; nel 2013, Epstein scrive al sultano emiratino Ahmed bin Sulayem, personaggio ambiguo di cui abbiamo parlato in un vecchio spuntino, e scrive βEduardo Γ¨ uno di noiβ. Sulayem risponde di volerlo conoscere; Epstein aggiunge βPossiede la Ferrariβ. Nessuno saprΓ mai se con Γ¨ uno di noi intendessero la comune passione per la collezione di conchiglie o la filatelica, ma alcune mail stringono il campo ad un altro tipo di hobby: βEpstein: Vieni solo o con qualcosa di carino? Teodorani: molto carino, occhi azzurriβ. Quando Epstein chiede a Teodorani di un certo Borghese, lui gli risponde che Borghese Γ¨ un collezionista di passere; e, poi, ancora lui che scrive che a Ibiza Γ¨ pieno di figa (e potrei continuare con parecchi messaggi di questo tipo), e mentre Epstein chiedeva se fosse arrivato il vino spedito da Eduardo, trova anche il tempo di scrivergli: βParigi prossima settimana, mi devi una bambina, la figlia dei tuoi amici non mi ha mai chiamato su Skypeβ.
Insomma: abbiamo capito i gusti in comune, ma – pedofilia a parte – nel 2015 Epstein scrive a un membro della famiglia reale del Qatar descrivendo nel dettaglio la situazione finanziaria di Exor: βLiquiditΓ stimata intorno ai 15 miliardi, operazioni di riassicurazione in corso, scorporazione di Ferrari prevista, struttura del gruppo con FIAT Chrysler e Maserati ancora dentroβ, informazioni che, in parte, sarebbero diventate pubbliche solo mesi dopo. Erano tutte giuste: lo scorporo di Ferrari, ad esempio, verrΓ formalizzato solo a ottobre di quellβanno; questo significa che Epstein riceveva dati industriali strategici in anticipo. Parallelamente, in altre mail Epstein definisce Lapo Elkann un amico e continua a mostrare una conoscenza dettagliata delle operazioni della holding familiare; chissΓ se Epstein aveva questi accessi tramite ricatti o solo perchΓ© i nostri borghesi nazionali sono completamente imbecilli… E’ certo, perΓ², che Teodorani non abbandonerΓ il suo amico neppure nei momenti piΓΉ critici: nel 2019, pochi mesi prima dellβarresto che lo porterΓ alla morte, scrive ancora al finanziere chiamandolo maestro e parlando dellβattesa di una bambina dalle belle caviglie per una serata in un hotel di lusso di New York; Γ¨ uno degli ultimi messaggi prima che Epstein finisca in manette.
Ma, in tutta questa storia, ho omesso volontariamente un filo che ci porta dritti dritti verso il secondo campo di interesse di Epstein nella penisola: pochi giorni prima della conversazione sulla bambina dagli occhi blu, il finanziere chiedeva a Teodorani di incontrarsi con Steve Bannon a Roma; era il 2018. Parleranno ancora a lungo di Bannon, architetto del trumpismo e dell’internazionale dell’ultradestra: per esempio, Eduardo e Jeffrey commentano un articolo su di lui; poi Teodorani fa ricadere il discorso nel sesso e gli augura di trovare una bella fregna a Milano. Il 14 gennaio 2019, Epstein manda una mail allo staff per invitare un gruppo ristretto a Parigi dal 22 al 31 e, poi, sulla sua isola privata dal 2 al 5 febbraio; nella lista ci sono Steve Bannon, Eduardo Teodorani, Nicole Junkermann, Bin Sulayem, Yousuf Al Thani e altri. In pratica, stavano organizzando un mini-summit privato tra politica americana di destra, finanza e aristocrazia italiana e grandi player del Golfo; magari in questa occasione, tra uno stupro e una sevizia, si Γ¨ trovato anche il tempo di parlare del piano che Epstein e Bannon portavano avanti in Vaticano: in una mail del 2018, i due discutono apertamente della linea di papa Francesco sullβimmigrazione. Il Papa viene descritto come una figura destabilizzante per i governi di destra in Europa e, dunque, estremamente pericolosa; Epstein, in riferimento alle posizioni del pontefice, scrive: βMeglio regnare allβInferno che servire in paradisoβ e Bannon risponde semplicemente βMeglio regnareβ.
Dalle comunicazioni emerge un progetto mediatico preciso: Bannon propone a Epstein di finanziare un film tratto dal libro del giornalista francese FrΓ©dΓ©ric Martel In the Closet of the Vatican,
lβinchiesta che descrive la Curia romana come attraversata da una presenza omosessuale diffusa. Dopo aver incontrato Martel a Parigi, Bannon scrive a Epstein βTu ora sei il produttoreβ: lβidea era trasformare un libro giΓ esplosivo in un prodotto cinematografico internazionale per screditare il governo vaticano e produrre un cambio di regime. I file mostrano anche lβinteresse di Epstein per la storia finanziaria del piccolo Paese: tra il materiale archiviato, compaiono riassunti dettagliati dello scandalo Banco Ambrosiano, con riferimenti al monsignor Paul Marcinkus, Roberto Calvi e Michele Sindona. Epstein segue con attenzione anche i rapporti tra il Vaticano e la Cina, in particolare il negoziato sullβaccordo per la nomina dei vescovi; in quegli anni, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo tenta di convincere la Santa Sede a rallentare la normalizzazione con Pechino. Nei file emergono riferimenti allβinteresse di Epstein per questi contatti e per le mosse della diplomazia vaticana; dentro lo stesso contesto compare anche il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, uno dei principali oppositori interni di Francesco e figura di riferimento del cattolicesimo conservatore americano Il quadro che esce dai documenti Γ¨ concreto: mail politiche su Francesco, dossier finanziari sulla Santa Sede, attenzione ai rapporti diplomatici con la Cina e connessioni con ambienti ecclesiastici conservatori.
Ma, speculando un po’ di piΓΉ, si puΓ² anche intuire il motivo per cui Epstein fosse interessato a un colpo di Stato nella Santa Sede – oltre, ovviamente, agli arcinoti rapporti con Israele – e dietro, piΓΉ o meno consapevolmente, potrebbe esserci un italiano: Vincenzo Iozzo, informatico calabrese, laureato al Politecnico di Milano nel 2010, tre vittorie al Pwn2Own,Β la piΓΉ grande gara di hackeraggio al mondo; a presentarlo a Epstein Γ¨ Joi Ito, allora direttore del Media Lab del MIT poi travolto, nel 2019, dal caso dei finanziamenti del pedofilo (circa 7 milioni) e costretto alle dimissioni. Il 6 maggio 2013, Ito scrive a Epstein: βVincenzo Γ¨ uno dei migliori esperti di sicurezza della rete che conoscoβ¦ Γ¨ spesso a New York, se hai tempo devi contattarloβ. Da lΓ¬, Iozzo entra nel circuito; molta logistica con lβassistente Lesley Groff, ma alcune mail sono la ciccia: criptovalute, blockchain e moneta digitale da usare come leva politica.
Nell’agosto 2014, Iozzo indica due bersagli precisi: βIl Vaticano e il principato di Monacoβ; sono piccoli Stati sovrani e terreni fattibili per sperimentare moneta virtuale. Iozzo scrive: βDici che ti piacciono i grandi hackβ¦ Vendere una valuta che in realtΓ non esiste Γ¨ probabilmente lβhack piΓΉ definitivo del mondoβ (eh, beh, gli Stati Uniti ne sanno qualcosa…).
Comunque, Γ¨ una proposta con una logica precisa: usare micro-Stati perchΓ© decidono in fretta, scrivono regole su misura, sono facilmente controllabili con le reti di ricettazione e si trasformano in laboratori legali. Monaco, per dire, negli ultimi anni ha costruito un quadro giuridico per cripto-attivitΓ e token proprio per dare forma e protezione normativa al settore; il Vaticano, poi, Γ¨ un micro-Stato con una caratteristica che lo rende interessante come Monaco per chi ragiona in termini di infrastrutture monetarie: usa lβeuro per accordo con lβUnione europea e i suoi istituti finanziari possono accedere ai sistemi di pagamento dellβarea con condizioni concordate con Banca dβItalia e Banca Centrale – insomma, Γ¨ agganciato a dei circuiti giganteschi. In parallelo, la Santa Sede, negli stessi anni, costruisce e rafforza regole e organismi di controllo finanziario e antiriciclaggio sottoposti a verifiche internazionali; eΒ poi tutto il repulisti che Papa Francesco fece nello Ior: nel mondo di Epstein quelle erano cosa davvero intollerabili. Nel 2019, Bannon scriverΓ a Epstein: βDobbiamo far cadere Papa Francesco,Β i Clinton, Xi Jiping, l’Ue; forza, fratelloβ.
E, con questo, si conclude la nostra pista. Ah: per quanto riguarda il nostro Iozzo, in questi giorni ha dichiarato ai giornali di non aver mai fatto cose illegali per Epstein; ma in un documento dell’FBI compare un riferimento a un possibile βhacker personaleβ del faccendiere, un cittadino italiano nato in Calabria, la prima persona ad hackerare e trovare vulnerabilitΓ in BlackBerry e iOS (il profilo coincide perfettamente). Epstein Γ¨ morto e non pagherΓ mai per i suoi crimini, ma quelli che sono ancora vivi magari anche sΓ¬; perΓ², l’unico modo per sputtanarli davvero Γ¨ la controinformazione, e la controinformazione va sostenuta. Se ti Γ¨ piaciuto il video, parti dalla nostra: aderisci alla campagna di sottoscrizione Β di Ottolina Tv suΒ GoFundMeΒ e suΒ PayPal.
E chi non aderisce Γ© Lapo Elkann















