Tra consulenze legali da professori di Harvard per capire dove il traffico di minori è più conveniente, libri pedo-pornografici per bambini e le sempre più evidenti prove delle torture a cui alcuni sadici ospiti di Saint James sottoponevano le vittime, continuano a uscire sempre più nomi illustri e dettagli inquietanti dalla nuova ondata di Epstein files desecretati domenica dal dipartimento di giustizia; e, naturalmente, rimbalzano sui media teorie dalle più alle meno verosimili su quello che accadeva veramente sull’isola e sull’effettivo ruolo e potere del pedofilo americano sulla politica occidentale e mondiale. Ma tra le teorie del cannibalismo e quelle del traffico internazionale di pedofili, come accade sempre più spesso sono proprio i cosiddetti professionisti dell’informazione ad avanzare le tesi di gran lunga più deliranti (Epstein agente del KGB etc..). Ma l’unico dato veramente certo – e, forse, anche il più importante – è che gli Epstein files stanno investendo Donald Trump con conseguenze imprevedibili: sappiamo che il presidente americano è stato almeno una volta a Little James, che il suo nome appare più volte nei file desecretati in questi mesi e che tra citazioni non particolarmente significative ce ne sono anche alcune piuttosto sinistre – ma, al di là di questo, per adesso nulla che leghi veramente Trump a cannibalismo, torture o stupri e, probabilmente, a qualunque tipo di reato (ma poco importa). Parte della base MAGA non ha digerito per niente la sua presenza nei files e i democratici stanno ovviamente strumentalizzando il tutto il più possibile, e pare che tenteranno la via dell’impeachment qualora vincessero le elezioni di midterm di novembre; insomma: Trump potrebbe perdere la poltrona per colpa di Epstein. Gli varrà almeno il purgatorio?









