16 maggio 1991, Corriere della Sera: in prima pagina, a 6 colonne, Italia quarta potenza; la prima repubblica sarà stata pure una ciofeca, ma intanto, prima di demolirla, ha permesso all’Italia di raggiungere il punto più alto del suo sviluppo industriale ed economico. Da allora, c’è stato solo declino: a pesare per il 5% della manifattura globale, siamo passati a pesare appena il 2; da 30 mesi registriamo ogni mese una diminuzione corposa della produzione industriale e, nonostante le pizze gourmet, i B&B e le bandierine blu, i salari reali sono inferiori a quelli di 35 anni fa. Non è stato il frutto del destino cinico e baro, ma un piano scientifico di appropriazione indebita della ricchezza del Paese da parte di un manipolo di parassiti sostenuti da ogni governo, a prescindere dal colore politico; la buona notizia è che l’Italia, in realtà, ha ancora tutti gli strumenti per reagire: basterebbe mandarli #tuttiacasa e riannodare le fila con quello che sapevamo fare fino a 35 anni fa, senza avere paura, nel frattempo, di imitare gli esempi più virtuosi che ci circondano. Con questo mega-riassuntone su quello che è stato fatto per distruggere l’economia italiana e quello che potremmo concretamente fare per tornare a produrre ricchezza in abbondanza per tutti, torniamo a ragionare insieme agli amici di Paese Reale sulle proposte politiche concrete che vorremmo vedere rappresentate da qualcuno alle prossime elezioni politiche del 2027; a questo giro, è il turno di due giovani e brillanti economisti che rappresentano alla perfezione la classe dirigente che vorremmo, ma che (evidentemente) ancora non ci meritiamo: Guendalina Anzolin e Simone Gasperini.
















Ok Marry questi due vanno benissimo come mistri del Lavoro edeelìeconomia .Brova saluti Graziano