Crollo a Roma, Putin ride (titolo de Il Giornale); Crollo ai Fori, Mosca insulta (titolo del Corriere): potremmo essere di fronte a una nuova edizione del celebre Ha stato Putin, il vero tormentone estivo, autunnale, invernale e primaverile degli artisti del mainstream che, dal febbraio 2022, non smette mai di farci ridere, sognare e incazzare; e, invece, no. Come vedremo tra poco, Γ¨ molto di piΓΉ, e abbiamo a che fare con il vero classico dei classici, al quale Ha stato Putin si Γ¨ solamente ispirato: Ha stato Stalin! Ma-Β mainsteram a parte – quello che Γ¨ successo ieri Γ¨, invece, molto serio per diverse ragioni: sia perchΓ© un uomo di 66 anni Γ¨ morto mentre lavorava, sia perchΓ© Γ¨ scoppiato un vero e proprio caso diplomatico con la Russia, tanto che il governo ha chiamato lβambasciatore Paramonov, sia perchΓ©, al di lΓ del pessimo tempismo, le parole della portavoce del Cremlino Zakharova sono, purtroppo, molto vere.
Ma partiamo dai fatti: ieri c’Γ¨ stato un doppio crollo ai Fori Imperiali, un pezzo della torre dei Conti Γ¨ venuta giΓΉ durante un’operazione di restauro e 4 operai sono rimasti coinvolti dal crollo; la prima implosione Γ¨ avvenuta alle 11.20 di mattina, e, a quel punto, sono arrivati i pompieri per i soccorsi e, poco dopo, anche il sindaco Gualtieri, il prefetto Giannini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli, i quali hanno assistito in diretta al secondo cedimento della struttura, avvenuto poco dopo il primo. Uno dei 4 operai, un uomo di 66 anni prossimo alla pensione, era rimasto intrappolato e schiacciato dalle macerie ed Γ¨ stato estratto vivo solo 11 ore dopo, per poi morire al pronto soccorso del Policlinico Umberto I; indenni, invece, gli altri lavoratori, tutti impiegati per la Edilerica, una ditta specializzata in restauri di edifici storici, salvati subito dai Vigili del Fuoco che li hanno raggiunti al secondo piano della torre. ToccherΓ ora alla Procura, che indaga per disastro e omicidio colposi, stabilire cosa sia accaduto.
E noi passiamo, invece, allβincredibile caso diplomatico tra Italia e Russia, scoppiato ieri proprio partire da questo episodio tragico; mentre le operazioni di soccorso erano ancora in atto, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha pubblicato su Telegram questo post: βFinchΓ© il governo italiano continuerΓ a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti l’Italia crollerΓ tutta, dall’economia alle torriβ, Ricordando anche che βa maggio di questβanno, il ministero degli Esteri italiano ha riferito che il sostegno italiano allβUcraina, inclusi gli aiuti militari e i contributi versati attraverso i meccanismi dellβUe, ammonta a circa 2,5 miliardi di euro, di cui circa un miliardo di euro destinato ai rifugiati, 310 milioni di euro a sostegno del bilancio dello Stato e 93 milioni di euro per attivitΓ umanitarieβ. Insomma: non la tocca proprio piano; e, subito dopo, fonti al ministero degli Esteri italiano riferiscono di una profonda e diffusa indignazione per le parole squallide e preoccupanti della Zakharova. Interviene anche la capogruppo del PD alla Camera, Chiara Braga: βSono anni che vengono tollerate uscite improvvide e offese al nostro Paese da esponenti del governo russoβ; e, ovviamente, lβimmancabile Calenda, che non perde occasione di mostrare tutto il suo razzismo: βFarabutti i russi e i loro sostenitori qui in Italiaβ.
Alla fine, il governo si decide a convocare lβambasciatore russo Alexej Paramonov per protestare ufficialmente, e, la sera, il ministro della difesa Crosetto rilascia queste dichiarazioni a Repubblica: βLe dichiarazioni della signoraΒ sono lβennesima spia della campagna messa in atto da Mosca per indebolire lβOccidente, per influenzarne le opinioni pubblicheβ; βUna microscopica parte, nΓ© rilevante nΓ© sofisticata come lo sono altre, della capacitΓ di disinformazione russaβ. βA parti invertiteβ prosegue Crosetto, βcioΓ¨ se fosse crollato un pezzo di storia russa, importante per i russi, con la vita di una persona in pericolo, mi sarei sinceramente preoccupato e rattristato. Non mi sarebbe passato per la mente di polemizzareβ; cosΓ¬ come, aggiunge, βOgni giorno mi rattristo pensando ai 1.500 ragazzi, russi e ucraini, che muoiono per questa assurda guerra voluta dal suo capoβ (e qui ci sarebbe molto da dire, ma, per ora, lasciamo perdere).
βMa se loro mettessero fine alla guerra non ci sarebbe piΓΉ necessitΓ di aiutare una nazione invasa a vivereβ; e, insiste, βPer quanto riguarda lβUcraina, la nostra linea non cambia: continuiamo ad aiutare Kiev con quello che possiamoβ: investire in Difesa βnon Γ¨ un atto burocratico, perchΓ© ce lo chiede la NATO. StupiditΓ totale. La Difesa ha il compito di difendere gli italiani da qualsiasi scenario. E non siamo ancora allβaltezza di farloβ. Proprio per questa ragione βLβinvestimento in Difesa non dovrebbe essere un elemento di differenziazione tra maggioranza e opposizioneβ: aumentare le spese militari Γ¨ un prerequisito perchΓ© βci sia la pace in Italia: se poi, tra 5 anni, pensiamo che il mondo Γ¨ cambiato in meglio, allora disinvestiremoβ. E ha poi concluso: βMentre Trump parla di test nucleari, la Russia dispone di oltre 11 sistemi nucleari diversi, molti di piΓΉ in tipologie e quantitΓ di quelli che hanno gli Usaβ – cosa che smentisce quello che aveva detto Trump qualche giorno fa, perΓ² vabbΓ©…
Insomma: Crosetto ha risposto alla Zakharova con tutto il concentrato della propaganda bellicista, che ormai conosciamo benissimo, per la quale la Russia Γ¨ malvagia e, per questo, ha attaccato senza ragioni lβUcraina, e se lβEuropa non si riarma fino ai denti, attaccherΓ sicuramente anche noi; non staremo qui (di nuovo) a smascherare questa narrazione – che, nel frattempo, ha reso il nostro Paese e il nostro continente piΓΉ povero e piΓΉ debole e fatto completamente distruggere lβUcraina e avviato una nuova corsa agli armamenti, nΓ©, ovviamente, possiamo prendere sul serio i soliti deliri razzisti e fanatici di Calenda. La veritΓ Γ¨ che la Zakharova ha dimostrato un tempismo davvero pessimo scrivendo quel post mentre le operazioni di salvataggio erano ancora in corso, ma sul dato politico ha perfettamente ragione e tutti gli italiani devono esserne al corrente se la sanitΓ pubblica Γ¨ ormai da terzo mondo, gli investimenti su scuola e universitΓ e ricerca non esistono piΓΉ e i palazzi storici crollano per mancata manutenzione (vediamo se sarΓ il caso della torre).
Γ anche perchΓ© lβItalia, nei prossimi anni, investirΓ centinaia di miliardi nella corsa al riarmo e a finanziare le guerre che lβimpero americano andrΓ a fare in giro per il mondo; altro che condizionatore o non condizionatore: come raccontiamo sempre, per mantenere (almeno in parte) la propria egemonia mondiale, le oligarchie occidentali hanno capito che il soft power non basta piΓΉ e bisogna tornare al vecchio hard power, fatto di guerra ai competitor mondiali, come la Russia, e colonizzazioni old style come quella in Palestina, con pulizie etniche annesse. Solo per Kiev – e ottenendo i disastrosi risultati che conosciamo – un documento ufficiale del Ministero degli Affari Esteri indica che lβItalia ha fornito:
– 110 milioni di euro per il bilancio generale del governo ucraino;
– 200 milioni di euro di prestito agevolato al governo ucraino;
– 93 milioni di euro per la risposta umanitaria;
– 820 milioni di euro per misure di accoglienza dei rifugiati ucraini in Italia;
– circa 390 milioni di euro tramite la European Peace Facility (strumento Ue) per lβassistenza militare allβUcraina;
– 13 milioni di euro per l’ Ukraine Energy Support Fund (fine 2024) per la riparazione delle infrastrutture energetiche ucraine;
Stimato, tra 2,5 e 3 miliardi di dollari (circa 2,3-2,8 miliardi di euro) per pacchetti militari italiani allβUcraina, secondo fonti giornalistiche piΓΉ recenti; non contenti, Γ¨ in vista il dodicesimo pacchetto di aiuti, confermato dal ministro giΓ in mattinata a Palazzo Esercito a margine della presentazione del calendario della Difesa. E queste cifre non tengono conto degli effetti delle auto-sanzioni, deli prezzi del gas americano che compriamo al posto di quello russo, cosΓ¬ come di altre 1000 implicazioni negative di questa guerra suicida; e, quindi, finchΓ© per chi ci governa non sarΓ prima gli italiani, come dicono, ma prima la NATO e prima gli americani, ci toccherΓ dare ragione alla Zakharova.
Ma torniamo agli aspetti tragicomici, di cui i giornali filo-regime come Libero, Il Giornale e Il Foglio sono sempre un serbatoio infinito e inestimabile: se volete tornare, al tempo stesso, a ridere e bestemmiare, gli editoriali di Sallusti, Mario Sechi e Capezzone sono sempre la soluzione migliore. Questa volta, perΓ², il miracolo lo fa Roberto Fabbri su Il Giornale, rispolverando un classicone verso il quale sentivamo un certa nostalgia: Ha stato Stalin! βRieccola. Maria Zakharova, lβineffabile portavoce del ministero degli Esteri sovietico. Pardon, cari amici filorussi dβItalia di destra e di sinistra: volevamo dire russo, naturalmente. Il fatto Γ¨ che piΓΉ passa il tempo e piΓΉ Γ¨ difficile, almeno nella prassi, distinguere la Russia di Putin dallβUnione Sovietica di Stalin, di Breznev o di Andropov. Infatti, il manualetto che usa la signora Zakharova per le sue provocazioni e strumentalizzazioni dirette contro lβOccidente (Italia
inclusa, comβΓ¨ di nuovo successo ieri) Γ¨ con ogni evidenza (…) lo stesso del caro vecchio KGB, cosΓ¬
vicino al cuore del suo Capo. E siccome al Capo dΓ molto fastidio che lβItalia sostenga coerentemente con i suoi alleati europei la causa della libertΓ dellβUcraina, ecco che quel manualetto torna molto utile. Nello scorso febbraio la signora portavoce aveva giΓ definito blasfeme le parole del nostro presidente Mattarella che aveva paragonato la politica di Putin verso lβUcraina a quella del Terzo
Reich. La Santa Russia guidata dal compagno Stalin contro il nazismo, un classico della propaganda
di Mosca. Chi sa la Storia, perΓ², sa anche che nel 1939 Stalin aveva firmato con Hitler un patto (cosiddetto Molotov-Ribbentrop) per spartirsi Polonia e Repubbliche baltiche. Stalin ci ripensΓ² solo due anni dopo, quando Hitler lo tradΓ¬ invadendo lβURSS – e mal gliene incolse. Naturalmente tutto questo la Zakharova finge di non saperlo: blasfemo chi se lo ricorda. Ieri, invece, Γ¨ stata la volta di un altro classico del KGB:
la strumentalizzazione di un fatto di cronaca per seminare odio e confusioneβ. Odio e confusione, se non ci avesse pensato il KGB, ci avrebbe sicuramente pensato Il Giornale a inventarle.















