Stamattina ci terremo un po’ occupati con quest’uomo qui: il suo nome è Emanuele Fiano e oltre ad essere di una bellezza sconvolgente, è anche uno dei più importanti politici del PD. Vediamo un attimo la sua biografia: di professione architetto, già consigliere comunale a Milano dal 1997 al 2006, poi deputato del Partito Democratico e oggi responsabile della politica estera del partito. Ecco… Io già questa cosa non la sapevo: il partito democratico ha una sua propria politica estera; ma che vuol dire? Cioè, non che mi stupisca, trattandosi di una sorta di corpo parassitario che porta avanti interessi stranieri; la politica estera del PD io me la immagino come una cosa a metà tra Bush e Kaja Kallas (brrr), comunque… Cosa è successo? Questo lunedì pomeriggio, Fiano era alla Ca’ Foscari di Venezia a parlare a un convegno sul Medio Oriente in quanto presidente dell’associazione (udite, udite) Sinistra per Israele (sì, purtroppo esiste davvero un’associazione che si chiama Sinistra per Israele); sì, lo so: è un po’ come dire vegani per gli allevamenti intensivi, ma ci torneremo tra poco. Ad un certo punto, irrompono al convegno con cori e striscioni alcuni giovani militanti del collettivo Sumud, un collettivo che (come si intuisce dal nome) protesta contro il genocidio in Palestina e che, come vedete in questo video, interrompono l’incontro, prendono parola e insultano un po’ Fiano; insomma: grosso modo le solite cose che si fanno nei Paesi normali per boicottare un genocidio. La cosa va avanti per un po’: nessuno tocca il nostro eroe, nessuno si fa male; come si vede nel video, Fiano si ferma per un po’ a discutere con alcuni degli attivisti e poi tutti, al contrario dei gazawi, se ne tornano al sicuro nelle loro case.
Tutto finito? Neanche per sogno, apriti cielo: sono praticamente 56 ore di fila che Fiano, probabilmente a forza di Coca e Redubull, non fa che rilasciare interviste a tutti i media occidentali sostenendo, praticamente, di essere stato violentato e paragonandosi alla vittime dell’Olocausto. Sì, non sto scherzando: “Vivo sotto scorta da 15 anni e quello che ho provato non è stata paura fisica, ma un turbamento destabilizzante perché impedire a qualcuno di parlare è l’inizio di una strada che porta alla violenza” ha dichiarato subito Fiano; “Da dentro di me, ho pensato che anche a mio padre a 13 anni, a scuola, fu impedito di parlare”. “Quello di chi ha contestato, è stato un atteggiamento fascista”: il riferimento – abbastanza di cattivo gusto, in questo caso – è a suo padre, che fu effettivamente vittima della violenza fascista in quanto ebreo, tanto che fu deportato anche ad Auschwitz. ”Ero scioccato”, ha aggiunto il giorno dopo in un’intervista con Aldo Cazzullo, il quale, ovviamente, si è fiondato come un falco sul caso per ribadire la sua posizione, e cioè quanto i veri nazisti sono i proPal e compagni e non Netanhyau e Trump che stanno conducendo un genocidio a Gaza; “E poi quel gesto della P38. Quegli occhi di ghiaccio, senza alcun patimento, con cui mi dicevano: tu qui non puoi parlare. Ho ripensato agli anni bui. Agli anni di piombo. Al 1938. E mi sono commosso pensando a papà. A quando il preside gli disse: Nedo Fiano, tu te ne devi andare“. A questo punto gli chiede Cazzullo: “Secondo lei l’hanno attaccata in quanto difensore di Israele o in quanto ebreo?“; “Non direttamente in quanto ebreo. Se devo dire la verità, all’inizio del suo sermone il portavoce ci ha tenuto a dire noi non siamo antisemiti, rifiutiamo l’antisemitismo, ma se tu rifiuti il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico, è antisemitismo. Un conto è criticare la storia di Israele, il che rientra nella libertà di pensiero e di espressione, ma se tu neghi che un popolo possa costituirsi in Stato, allora sei antisemita“. Mi viene da ridere perché come riescono a ribaltare le cose è sempre meraviglioso…
Comunque eccoci arrivati al punto: come nell’intervista di ieri al Giornale (probabilmente la trentesima della giornata), Fiano si definisce orgogliosamente sionista – e, proprio per questo, è il presidente dell’associazione Sinistra per Israele, un’associazione tra cui membri spicca il Diabolik della sinistra Pietro Fassino e che da quando è scoppiato il genocidio in Palestina, cioè dal 7 ottobre in poi, non fa che organizzare eventi e convegni prendendosela con la presunta deriva pro Palestina e antisemita della sinistra e affermando la legittimità della risposta israeliana al 7 ottobre. Ecco cosa si legge nella homepage dell’organizzazione: “Siamo nati, all’indomani del conflitto del 1967, per ricucire lo strappo che aveva separato parte della sinistra italiana da Israele e aveva contraddetto lo storico sostegno espresso dalla sinistra mondiale alla nascita del nuovo Stato. Quello strappo – in buona parte ricucito a partire dagli anni Novanta – si è nuovamente aperto e appare oggi ancora più esteso dopo il massacro del 7 ottobre 2023, la guerra di Gaza e i successivi tragici sviluppi”. Insomma: Sinistra per Israele è la faccia più candidamente sionista e, cioè, a favore della colonizzazione della Palestina – caro Fiano, è inutile che ci prendi in giro – del PD e dei suoi amici (che poi sappiamo che sono tutti sionisti, non siamo scemi), ma in questi 2 anni almeno molti si sono solo vergognati di dirlo apertamente. Fiano no, invece: lo ha sempre dichiarato orgoglioso al mondo; e, quindi, questo festival del vittimismo – proprio nelle stesse ore in cui Israele sta riprendendo le stragi di civili a Gaza– se lo potrebbe anche evitare.
La cosa però forse più bella in questa storia è stato il commento dei leader e dei giornali della destra italiana che, pur dando tutta la loro solidarietà a Fiano (visto che, in fondo, è uno di loro),
se la sono presa a morte per il fatto che l’ex deputato del PD ha paragonato i giovani militanti proPal ai fascisti: “Mi permetto di segnalare che almeno in questo caso citare il fascismo come principio guida per i proPal è un po’ azzardato“ ha detto sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa. I fascisti erano brave persone, non farebbero mai una cosa del genere: questi sono comunisti, ribadisce quell’essere umano detestabile di Mario Sechi nel suo editoriale sul Giornale di oggi: “Fiano è stato messo a tacere da un gruppo di giovani che ha presentato il suo biglietto da visita con tanto di falce e martello: Fuori i sionisti dalle università. La firma è inequivocabile, ma la reazione della sinistra è stata quella di mascherare l’antisemitismo rosso con un ribaltone dove il comunismo è scomparso per lasciare il posto al… fascismo“; “Così i comunisti della sinistra giovanile“, continua poi, “sono diventati sedicenti (formula infelice e ambigua che ricorda quella usata per le sedicenti Brigate Rosse) e il problema della violenza della sinistra viene rimosso e proiettato nel passato. Compagni, non vi rendete conto dell’operazione su cui state lasciando le impronte digitali? È in corso una saldatura tra l’ideologia socialista e l’islamismo, tra il neo-marxismo e l’antisemitismo”. Compagni, è in corso una saldatura tra l’ideologia socialista e il diritto ad esistere e a difendersi del popolo palestinese, e questa (Fiano o non fiano, Sechi o non Sechi) è una gran bella notizia.
















sull’antisemitismo visto che esiste una sinistra pro Israele dicevo si potrebbe tentare una ricerca per capire quani sono i partiti pro e antisemiti nel quadretto italiota..
o no?